Fisco, entrate in aumento E Visco: "Ora giù le tasse"

Rispetto alle stime del Dpef le entrate per l'erario saranno maggiori di almeno due miliardi rispetto al previsto. Il governo torna a parlare di riduzione delle tasse. Per l'Ici il viceministro pensa a un "alleggerimento generalizzato ma graduale"

Roma - Vanno meglio del previsto le entrate fiscali: i primi risultati prospettano per il 2007 un maggior gettito rispetto alle stime del Dpef, quindi di giugno, di "almeno 2 miliardi di euro". Lo ha detto il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco, in audizione alla Commissione bilancio della Camera. Rispetto alla trimestrale di marzo, il maggior gettito sarebbe di "oltre 5 miliardi" che lievita ad oltre 12 miliardi in confronto alle previsioni della finanziaria scorsa. Tali risultati, ha spiegato Visco, "non sono dovuti ad errori di previsione ma alla maggiore crescita attesa del Pil nominale e ad un recupero di evasione superiore a quanto previsto".

"Con la prossima finanziaria ridurre le tasse" "È necessario che i primi passi di riduzione del carico tributario possano avvenire con la legge finanziaria sottolineando come per ottenere questo risultato occorra "che le risorse necessarie a finanziarie interventi in aumento della spesa primaria, siano compensati con interventi di riduzione delle spese primarie e non con aumenti di entrata, i quali farebbero lievitare una pressione fiscale già troppo alta a causa dei debiti del passato". Per l’Ici, il viceministro dell’Economia pensa ad "un alleggerimento generalizzato, ma graduato a seconda delle situazioni".

"Taglio di cinque punti percentuali" "Un’equa ed equilibrata tassazione del reddito delle imprese - ha sottolineato Visco - è uno degli strumenti centrali per sostenere la competitività del sistema produttivo italiano". Tuttavia, ha aggiunto, "per la stabilità dell’assetto normativo è necessario limitare al massimo i cambiamenti strutturali e tentare di approvarli con voti bipartisan". Occorre fare, ha osservato il viceministro, "un’operazione sulle imposte delle società a parità di gettito di dimensione analoga a quella tedesca". Inoltre Visco ha ribadito che il calo delle tasse per le imprese e l’allargamento della base imponibile è possibile con "una riduzione degli incentivi alle imprese, come più volte detto dallo stesso Montezemolo".

"Evasione superiore a quella economie avanzate" "L’evasione in Italia è pandemica. È sbagliato pensare che l’evasione si annidi solo in alcune categorie: a diversi livelli riguarda un pò tutti, dal dipendente che fa il secondo lavoro, al piccolo imprenditore, alle società di capitale". Visco spiega che l’evasione fiscale nel nostro Paese è una vera e propria anomalia. "In valore assoluto, si evade al Nord come al Sud -dice Visco- si evade di più nel settore dei servizi e si evade di più nelle piccole e medie imprese dove l’evasione sfiora il 40% della base imponibile Irap. Con evasione si perdono circa 7 punti percentuali di Pil in mancate entrate: una perdita di 100 miliardi l’anno. Se l’evasione scomparisse o fosse ridotta in modo consistente -spiega Visco- si potrebbe abbassare il carico fiscale del 15-20%, non ci sarebbe concorrenza sleale tra le imprese, il sistema economico sarebbe più efficiente e più competitivo". L’evasione fiscale in Italia, spiega Visco, è "superiore a quella delle economie avanzate. In Italia, molti sono i contribuenti onesti ma l’evasione è quasi doppia rispetto a quella di Francia, Germania e Regno Unito e fino a quattro volte superiore a quella di Austria, Irlanda e Olanda".