Fisco, il governo a Bersani: "Riforma seria"

Il ministro dell’Economia Tremonti risponde alla missiva di Bersani,
spiegando che le tasse evase devono essere recuperate. "Le posso assicurare che, da parte nostra, non c'è il rischio di usare il fisco come propaganda"

Roma - Sarà proprio il governo in carica a fare una seria riforma fiscale che non avrà nulla di "propagandistico". Lo assicura in una lettera inviata dalla Corea dove è in corso il G20 finanziario, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti al segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Lo stesso leader del centrosinistra aveva inviato una lettera, sulla riforma fiscale, il 18 ottobre scorso. E Tremonti gli risponde assicurando che "sarà nostra cura tanto aggiornare il parlamento e, nel parlamento, il Pd sull’avanzamento dei lavori della riforma fiscale, quanto partecipare all’iniziativa parlamentare che lei pensa di sollecitare in novembre".

Per allora, fa sapere il ministro, "dovrebbe essere già disponibile una prima base di documentazione analitica, e quanto più possibile condivisa, necessaria per avviare una seria riforma fiscale. Una riforma che può infatti essere operata solo ridisegnando e riducendo la spesa pubblica, evitando le sovrapposizioni tra Stato fiscale e Stato sociale, contrastando erosione, elusione ed evasione fiscale".

In merito al fatto che il fisco può essere usato per la propaganda, il Ministro assicura Bersani che "da parte nostra, non c’è e non ci sarà questo rischio! Un esempio, per tutti. Per noi (per l’Europa) le tasse evase devono essere recuperate e, solo se recuperate, possono essere utilmente e non propagandisticamente conteggiate per la riforma fiscale. Per altri è l’opposto: prima si fa finta di fare la riforma, poi si vede. Cosa è propagandistico?".