Fisco Indagini su 50 promotori. Mediolanum: noi siamo estranei

Banca Mediolanum dichiara la propria «assoluta estraneità» alla vicenda che vede indagati una cinquantina di suoi promotori finanziari per evasione fiscale. «Qualora le notizie di stampa dovessero rivelarsi fondate - scrive in una nota l’istituto - Banca Mediolanum deplora sin d’ora tali comportamenti e sottolinea la sua assoluta estraneità a vicende che restano confinate nell’attività e responsabilità personale di chi le compie». La Procura di Milano starebbe indagando su circa cinquanta promotori finanziari di Mediolanum che avrebbero evaso il fisco emettendo fatture inesistenti per un valore di 10 milioni di euro tra il 2006 e il 2008, tra la Svizzera, Londra e Vaduz, nel Liechtenstein. L’inchiesta è nata dalle rivelazioni del commercialista svizzero Giuseppe Guastalla, arrestato per riciclaggio e associazione a delinquere nell’ambito di un filone dell’inchiesta su Italease.
Guastalla ha raccontato al pm Roberto Pellicano di alcune sue attività con società off-shore che hanno effettuato operazioni inesistenti a favore di diversi promotori, che hanno evitato così il pagamento delle tasse. Secondo il racconto di Guastalla, per acquisire informazioni su come emettere fatture false, i promotori si rivolgevano a Marco Baroni, un commercialista che aveva un contratto di consulenza con l’istituto e che, secondo l’accusa, prendeva il 3 per cento al fine di favorire l’evasione delle persone fisiche italiane. Di qui l’accusa per il commercialista di riciclaggio. Nei giorni scorsi, il suo studio è stato perquisito dalla Guardia di Finanza: l’interrogatorio di Baroni potrebbe invece avvenire nei prossimi giorni. Gli inquirenti sospettano che l’attività illecita di Baroni potrebbe essere più ampia. Nell’inchiesta sono coinvolti già circa 30 imprenditori legati alle fatture per operazioni inesistenti.