Fisco, sprechi e sicurezza Berlusconi già prepara il programma di governo

Forza Italia stringe i tempi. Tremonti al lavoro su una trentina di progetti di legge per mobilitare il popolo moderato: "Serve uno Stato meno invadente"

Roma - La critica risuona a cadenza regolare. Il centrodestra sta giocando troppo in difesa in questo primo, faticosissimo anno di governo Prodi. L’opposizione, dicono alcuni osservatori, si è compiaciuta troppo dell’immobilismo in cui è sprofondato l’esecutivo e non ha certo brillato per capacità propositiva.

La replica degli interessati, ovvero dei dirigenti della Casa delle libertà, è scontata: non è il momento di fare filosofia, il nostro compito ora è stare in trincea e cercare di portare la spallata decisiva all’inquilino di Palazzo Chigi. Fin qui il dibattito pubblico. Ma, in realtà, sotto traccia, qualcosa sul fronte della proposta si sta muovendo eccome. Per Forza Italia, d’altra parte, dimenticare la centralità del programma - ovvero il vero segno distintivo del partito - e disperdere questo patrimonio, rappresenterebbe un delitto ancor più che una contraddizione. Tanto più nella attuale situazione di precarietà e di crisi incombente che potrebbe costringere il capo dello Stato a riavviare la macchina elettorale nel giro di qualche mese.

Della necessità di tenersi pronti per una eventuale chiamata alle urne sono tutti consapevoli a via dell’Umiltà. Per questo Giulio Tremonti sta già lavorando a una piattaforma programmatica in vista del (possibile) voto. L’idea di fondo è quella di elaborare alcuni progetti legislativi prioritari - una trentina - che possano esprimere concretamente il programma sul quale ci si candida a riassumere le redini del governo. E intorno a quei temi, sviluppare con intelligenza l’iniziativa e la mobilitazione. Questo programma nascente punta, naturalmente, alla continuazione e al completamento del lavoro svolto in cinque anni di governo. Partendo da un assunto classico per Forza Italia: i cittadini sanno cosa è bene per loro e lo sanno meglio dello Stato. Pertanto è lo Stato che deve essere posto al servizio dei cittadini, non viceversa.

Il primo punto su cui il partito azzurro vuole impegnarsi è quello dei costi dello Stato. L’imperativo è frenare la corsa della spesa pubblica e abolire sprechi, privilegi e inefficienze, perché soltanto uno Stato più leggero consente di abbassare le tasse. In questo senso è intenzione di Forza Italia procedere a una robusta sforbiciata dei costi delle regioni e una migliore armonizzazione dei compiti riservati alle istituzioni nazionali e locali. Proprio sul fronte della pressione fiscale, il partito di Silvio Berlusconi muoverà la seconda offensiva. Si punterà sull’abolizione dell’Ici sulla prima casa; delle tasse sugli straordinari; delle imposte sulle successioni e sulle donazioni (reintrodotte dal governo Prodi). Ma anche sul rilancio di uno dei grandi obiettivi della campagna del 2001: la riduzione dell’aliquota massima al 33%. Un sogno franato sotto il terremoto dell’economia mondiale, nei due anni successivi all’11 Settembre.

L’altro pilastro su cui poggerà il nuovo programma elettorale sarà la domanda di sicurezza che sale dal Paese. Un anelito a cui si cercherà di dare risposta fissando alcuni paletti: 1) no alla politica delle porte aperte; 2) tolleranza zero verso rom, clandestini, criminali; 3) pene più gravi per i recidivi; 4) aumento del numero di poliziotti e carabinieri di quartiere. Il programma per il ritorno al governo della Casa delle libertà rilancerà, poi, uno dei provvedimenti di maggior successo messi a segno dal governo Berlusconi: l’aumento delle pensioni minime. E riproporrà un sogno svanito sotto i colpi della sconfitta-beffa dello scorso anno: il programma di edilizia popolare con cui costruire case per quel 13% di famiglie che non la possiedono. Verrà, inoltre, riavviato il piano decennale delle grandi opere. E, al contempo, prenderà corpo la proposta Tremonti di un cinque per mille destinato a iniziative di tutela ambientale. Il centro strategico della futura azione di governo, insomma, è già tracciato. Con Silvio Berlusconi pronto ad accettare la sfida di un nuovo patto con gli italiani per riprendere il cammino e completare quel cammino interrotto per un pugno di voti lo scorso anno.