Fisco, Tremonti: "Stretta sui conti off shore"

Allo studio una serie di misure per una stretta
sull’evasione attraverso i paradisi fiscali. Tre le dirittreci dettate da Tremonti: inversione dell’onere della prova, sanzioni aggravate se il
capitale evaso viene depositato in un paradiso fiscale, più
attenzione sui redditi nei paradisi

Bruxelles - L’Italia ha allo studio una serie di misure per una stretta sull’evasione attraverso i paradisi fiscali. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha dettato le tre direttrici su cui lavorerà il Tesoro: inversione dell’onere della prova (se il capitale è depositato in un "paradiso" si presume che sia originato da evasione salvo prova contraria), sanzioni aggravate se il capitale evaso viene depositato in un paradiso fiscale, più attenzione sui redditi nei paradisi.

Deficit sotto il 3% "In base ai dati della Commissione Ue, l’Italia è l’unico grande Paese che ha conti pubblici che, aggiustati per il ciclo e quindi depurati dalla congiuntura negativa, presentano un deficit sotto il 3% sia nel 2009 che nel 2010" ha detto il ministro dell’Economia. Nelle sue ultime previsioni Bruxelles prevede per l’Italia un deficit che nel 2009 salirà al 4,5% e nel 2010 crescerà ancora al 4,8%. Ma le stime sul disavanzo aggiustato per il ciclo economico indicano un 2,6% quest’anno e un 2,7% il prossimo, in calo dal 3,2% del 2008.

Nessuna manovra sul debito "Nessuno in questa fase in Europa chiede manovre sul debito, tanto meno all’Italia, che ha un debito pubblico che cresce a una velocità inferiore degli altri", ha detto  Tremonti commentando le ultime previsioni della Commissione Ue secondo le quali il debito italiano salirà al 116% nel 2010. "Se l’aumento del debito è causato dal pil - ha affermato Tremonti - l’unica manovra da fare è migliorare il pil. Nessuno ci chiede in questi anni operazioni sul debito che finirebbero per avere l’effetto di peggiorare la recessione". "I nostri dati - ha dettoil numero uno di via XX Settembre  - sono in linea con le previsioni della Commissione Ue. In certi casi sono anche più rigorosi, come sul debito, che prevediamo al 117,1% nel 2010. La Commissione dunque è più ottimista di noi". "Nella media - ha proseguito il ministro - abbiamo numeri relativamente migliori degli altri Paesi. Per la prima volta l’Italia fa meglio sia come deficit che come debito". «Anche sulla crescita - ha aggiunto Tremonti - facciamo meglio di altri. Altri Paesi hanno numeri simili ai nostri incorporando interventi di sostegno più forti, a riprova che la la crisi in alcuni Paesi è stata più forte che da noi. Troppe volte - ha proseguito - Paesi indicati come modello avevano una crescita ’a la cartè, basata sul debito privato. Con la crisi si vede che la nostra economia si rivela più solida".