Fisichella amaro: «La Ferrari non aiuta i piloti italiani»

«Tutto è concentrato sul Cavallino e i driver vengono distrutti. Per fortuna c’è Briatore che ci valorizza»

A Milano doveva presentare un solo profumo, ne ha presentati due. Prima ha parlato di quello vero, in bottiglietta, «Fisic/Hella» si chiama, poi di quell’altro, quello che sa di vittoria e sogni mondiali, quello figlio del successo nella lontana Malesia, un trionfo che mette Giancarlo Fisichella prepotentemente in lotta per il titolo. Tanto più che quest’anno in casa Renault si respira aria nuova. Patron Flavio Briatore ormai esalta Giancarlo pubblicamente: «Sarebbe bello se lottasse per il titolo», ha detto l’altro giorno, quando lo scorso anno più che altro lo spronava, ma aveva occhi soprattutto per Fernando Alonso. No, stavolta gli occhi sono equamente divisi a costo di diventare strabico.
Fatto sta che l’armonia figlia dell’applicazione con cui il romano ha studiato e mandato a memoria il calvinismo motoristico che Briatore vuole dai suoi piloti, e figlia anche dell’aria nuova all’interno del team (Alonso nel 2007 andrà alla McLaren e il manager piemontese sa che nulla più di un italiano iridato dopo oltre mezzo secolo di astinenza lo consacrerebbe re dei motori) sta regalando una marcia in più a Fisico. Che dice: «Non credo proprio che Alonso in partenza possa avvantaggiarmi... Ma ringrazio Flavio di avermi dato la possibilità di emergere e di vincere. Però, sia io sia Fernando siamo impegnati a fare del nostro meglio per il team». Dice anche: «Briatore è uno dei pochi che danno l’opportunità ai piloti italiani di correre in formula uno e di emergere se ne hanno le qualità. E questo a differenza di altri team. Perché trovo giusto che anche un pilota di casa nostra possa essere aiutato e supportato da un team come la Ferrari. Invece, purtroppo, i piloti italiani vengono distrutti, in quanto, sia a livello di sponsorizzazioni per correre che di attenzione da parte dei media, tutto è concentrato sulla Ferrari... Penso che se loro ci aiutassero un po' di più, sarebbe importante per l'Italia, ci sarebbero altri piloti italiani in grado di puntare alla vittoria».
Ovviamente, come di rito in questi mesi, è arrivato anche per Fisichella il domandone su Valentino. E Rossi che invece prova e riprova la Rossa? «Ma sì, va... Almeno ci sarebbe un pilota italiano alla Ferrari». Una frase, questa, a metà strada fra la battuta e la bocciatura. Come a dire: se l’unico modo per far guidare a un italiano il Cavallino è questo, allora ben venga. O come dire: Valentino pilota di F1 come noi? Per favore non scherzate.