Fisichella: «Valentino fai come me, paga»

«Risiedevo a Montecarlo, rientrato in Italia ho regolarizzato la mia posizione fiscale»

nostro inviato a Istanbul

«Cosa dico a chi come Valentino Rossi ha dei guai con il fisco? Di fare come me, di prendere esempio da me». Firmato Giancarlo Fisichella, pilota di F1, dal 2003 ex residente a Montecarlo, ricco sportivo di cui ieri, all’Agenzia delle entrate, qualcuno ha reso noti tutti i perché e tutti i per come della sua situazione tributaria ormai sanata da tempo. Quasi si volesse mandare un messaggio a tutti i vip e meno vip che ancora in regola non sono. In serata arriverà anche la risposta del papà di Rossi, Graziano, alle parole di Fisichella: «C'è una bella differenza tra Montecarlo e Londra, per cui un raffronto del genere non può essere fatto... le due cose - dice - non c'entrano per niente: Montecarlo è un paradiso fiscale, mentre Londra è la capitale economica d'Europa».
Signor Fisichella, lei viveva a Montecarlo, ma nel 2003 è rientrato.
«Sì, e anche quando risiedevo nel Principato ho sempre pagato le tasse. In fondo avrei anche potuto scamparla tornando in Italia, ma ho preferito versare di nuovo quanto dovuto negli anni precedenti (dai conteggi fatti, quando rientrò avrebbe dovuto dare, detratte le imposte già pagate a Montecarlo, 17,2 milioni: accordandosi con l’Agenzia delle Entrate e applicando la varie riduzioni previste, la cifra scese a 3,8 milioni che sta pagando a rate. Ha già versato 1,4 milioni, ndr).
Dunque non ha mai ricevuto un accertamento?
«No, fu assolutamente una mia scelta».
Perché decise di tornare in Italia?
«Ho due figli e con Luna, la mia compagna, pensai che fosse più giusto farli crescere nella nostra città, farli andare a scuola qui... E poi (scherza), così anch’io avrei potuto andare a vedere la mia Roma... ».
Quindi dichiarò subito tutto?
«Sì. Me lo consigliarono i consulenti: mi spiegarono tutto, illustrandomi che potevo anche non pagare, ma che sarei andato incontro a dei problemi. Io, invece, volevo solo tornare a casa e starmene tranquillo sapendo che tutto era a posto».
Come mai molti sportivi perdono il controllo della situazione?
«Non lo so, noi piloti siamo spesso all’estero per quel motivo, ma anche perché ci serve una base più comoda per i molti spostamenti che dobbiamo fare. Però se sono là, devo pagare le tasse là e stare là. Se poi non ci sto, tutto cambia».
Cosa ha pensato quando ha saputo dei guai di Rossi?
«Mi è dispiaciuto, sono rimasto sorpreso, tanto più che lo riconoscono anche i topi... È una cifra astronomica, spero risolva il problema. Soprattutto, ho pensato di aver fatto proprio bene a dichiarare tutto».
Se la sente di dargli un consiglio?
«Sì, di fare come me».