Fisico, Trulli e Liuzzi, tre italiani a punti

Nella giornata no di Alonso, il romano della Renault risulta perfetto: se il team lo segue, è da titolo

10 Schumi e la Ferrari. Lode e bacio in fronte accademico per l’ingordo tedesco che, a dispetto dei sedici anni di formula uno e dei sette titoli mondiali, ha mostrato ieri la voglia e la grinta di chi, al debutto, si trova sotto il sedere un missile.
8 Massa e la Ferrari. Il piccolo simpatico brasiliano fa da scudiero, ma con orgoglio ben diverso da quello del connazionale Barrichello che lo ha preceduto. Pronti e via va in testa, beffa Schumi, se lo tiene dietro con serenità e pesta sull’acceleratore. Poi fa il suo bravo pit stop un giro dopo Michael e ritorna nei ranghi. Ma con classe e grinta.
5 Alonso e la Renault. Giornata no. Ma visto il gesto altamente umanitario in chiave mondiale, ha tutta la nostra gratitudine.
6.5 Fisichella e la Renault. Il pilota romano fa il proprio dovere e lo fa bene. La Renault ben ha fatto a rinnovargli il contratto in anticipo. Se il team lo segue, Fisico è da mondiale.
SV Raikkonen e la McLaren.
Vedere Montoya.
2 Montoya e la McLaren. Tampona il suo compagno di squadra. E pensare che, prima della doppia trasferta americana pare che il colombiano avesse confidato a qualche amico: «Devo dare il massimo, devo convincere la McLaren a tenermi». Ben fatto, Juan.
7 Trulli e la Toyota. Chiamatelo orgoglio, o colpo di coda, fatto sta che la Toyota ci prova. Ci prova soprattutto Jarno che, partito dal box carico come un otre, fa la sua unica sosta al giro 39, quand’è comodo terzo, e conclude comodo quarto. Oggi la vera impresa l’ha fatta lui.
8 Liuzzi e la Toro Rosso. Vitantonio è partito penultimo ed è andato a punti. In F3000 lo avevano soprannominato lo Schumi della 3000, lui ora dice: «Anche se porto i jeans a vita bassa e l’orecchino, non vuol mica dire che non posso essere veloce come Michael…».
SV Heidfeld e la Bmw. Fondoschiena very large per il tedeschino. Uscire senza un graffio da un capottamento multiplo è cosa bella. La giovane moglie e il piccolo erede, davanti alla tv in un hotel di New York, sentitamente ringraziano.