La fissazione vip di «sbattere» il bimbo in prima pagina

Beh lo fanno anche quelli «normali». Solo che a loro nessun giornale offre milioni di dollari per un’esclusiva e allora ripiegano su Facebook, su scriteriati invii di e-mail (roba da difendersi con l’anti-spam) o sulla stampa compulsiva di orrendi calendari plastificati da regalare a Natale (a tutti, indistintamente, senza esclusione di colpi: dal macellaio alla zia come se al macellaio e forse perfino alla zia potesse fregargliene qualcosa di quei «santini» trentacinque per cinquanta che ritraggono dei semi estranei). Sì, per dire che la smania di diffondere l’immagine della creatura che abbiamo appena messo al mondo (o almeno contribuito a concepire) coglie un po’ tutte(i). È una specie di impulso irrefrenabile (e che invece bisognerebbe proprio cercare di frenare), assieme alla tendenza a credersi le prime e le sole ad aver partorito nella storia dell’universo, assieme a quella malriposta convinzione che il nostro sia il bambino più bello mai assemblato dalla natura e che la cosa interessi a tutti (esattamente quanto a noi), assieme a quell’indisponenete e un po’ beota modo di portarsi in giro che subentra spesso nelle puerpere. Spesso... Diciamo che tendenzialmente, per le puerpere, gli altri sono uno spreco di spazio. Le madri con i passeggini non attraversano, si gettano in mezzo alla strada convinte come sono del fatto che il cosmo si fermerà quando e per quanto serve a loro.
Le madri vip non devono essere troppo diverse se si pensa alla facilità con la quale anche le più schive e discrete dello star system finiscono col concedersi alle copertine dei giornali prima col pancione a vista, poi con il risultato del pancione. Dive e divi noti per l’aggressività con la quale difendono la propria privacy dall’intrusione dei media quando si tratta di amori, cellulite, dissesti finanziari, film andati male, che finiscono col dare in pasto il viso ancora «a piegoline» del loro primogenito. Da Monica Bellucci ad Angelina Jolie (e Bradd Pitt), da Sandra Bullock a Jennifer Lopez, da Eva Herzigova a Julia Roberts, passando per Elton John e compagno... Che siano adottati, inseminati, fatti artigianalmente, primi, secondi, gemelli o unici, è sempre su qualche copertina patinata che i figli dei vip finiscono con l’arrivare. Complice, ogni tanto, una grossa quantità di denaro in cambio dell’esclusiva (poi quasi sempre devoluta in beneficenza, ça va sans dire), e complice il fatto che, secondo gli illustri genitori, un servizio «posato» è l’unico modo per farsi lasciare in pace dai fotografi nei mesi a seguire. Sarà. Ma scegliere per il bambino, al posto del bambino, di essere «sbattuto» in prima pagina fin dal suo primo vagito, non è tanto diverso dal decidere al posto suo se da grande dovrà essere vegetariano, buddista, eterosessuale, avvocato. Un tempo viaggiavano strane leggende sul fatto che i bambini andavano mostrati poco perchè gli sguardi altrui erano in grado di rubare l’anima (certi più di altri). E va bene erano i tempi delle nonne delle nostre nonne. Però c’è sempre qualcosa di saggio impigliato nelle convinzioni più strane. E oggi le cose non sono meno strane di ieri. Oggi che la faccia di tuo figlio può essere stropicciata dalle mani di una signora annoiata con i bigodini in testa sotto al casco del parrucchiere, che può viaggiare su internet senza che tu sia lì a protteggerla, che può essere ritoccata, rubata, usata male, che può essere preda di qualsiasi coccola o giudizio, invidia o vigliaccheria. Oggi che l’immagine di tuo figlio, che è ancora tuo figlio, può andarsene in giro per il mondo senza di te.