Fitto: «Io a processo? Me l’ha notificato Repubblica»

da Milano

Dopo la diffusione sui siti internet del gruppo L’Espresso-Repubblica della telefonata tra Berlusconi e Saccà intercettata nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria della Procura di Napoli, una nuova fuga di notizie suscita polemiche.
Il caso riguarda Raffaele Fitto, coordinatore pugliese e deputato di Forza Italia, il quale denuncia di aver appreso di una richiesta di rinvio a giudizio a suo carico da una telefonata ricevuta ieri da un giornalista del quotidiano La Repubblica, senza che ancora gli sia stato ufficialmente notificato alcun avviso. Per questo, presenterà un esposto al Consiglio superiore della magistratura, alla Procura della Repubblica e al presidente della sezione Gup del Tribunale di Bari.
Racconta Fitto: «Intorno alle 19 (di ieri, ndr) ero a casa con la mia famiglia. Ho ricevuto una telefonata da un giornalista de La Repubblica, il quale mi chiedeva un commento sulla richiesta di rinvio a giudizio a mio carico, della quale non so assolutamente nulla. Io l’ho ringraziato per avermi dato questa notizia, poi ho telefonato al mio avvocato per chiedergli se ne sapesse qualcosa. Niente. Allora ho deciso di reagire: essendo la richiesta di rinvio a giudizio, come è noto, un atto predisposto dall’ufficio del pubblico ministero e per vie interne depositato all’ufficio del Gup, mi risulta incomprensibile come un giornalista possa esserne venuto a conoscenza e possa chiedermi un commento».
Secondo l’ex governatore pugliese, la vicenda ha una valenza che supera lo specifico caso giudiziario: «Questa carneficina mediatica è un segno di inciviltà, una barbarie che mi indigna ogni giorno di più. È tutto in perfetta linea con quello che sta accadendo in questo Paese un giornalista del solito giornale ancora una volta anticipa tutto. Alle 19 di sabato, quasi vigilia di Natale, dopo aver trascorso oltre un anno e mezzo senza aver avuto alcuna notizia dell’inchiesta su cui era stato chiesto il mio arresto, ricevo questa telefonata. Mi riservo di valutare nei prossimi giorni coi miei legali l’eventualità di sporgere una denuncia per accertare responsabili e responsabilità».
In serata, l’Ansa ha annunciato che il rinvio a giudizio è stato chiesto per Fitto e l’imprenditore della sanità Giampaolo Angelucci. Accuse: concorso in corruzione e illecito finanziamento ai partiti per una presunta tangente di 500mila euro. Fitto è accusa anche di falso e peculato.