Fiuggi: torneo di Capodanno

«Sono sempre stato, e lo sono ancora, uno strenuo sostenitore dell’aeroporto “Pastine” di Ciampino, anche quando c’erano manifestazioni volte a chiedere, di fatto, il ritorno dello storico scalo romano in serie C. Ho chiesto più volte, però, che l’attività dell’aeroporto fosse compatibile con la vita della città. Per ottenere questo, ho suggerito più volte l’installazione delle barriere antirumore, presenti in molti aeroporti europei, e obbligatorie per una normativa europea, che hanno quantomeno dimezzato l’inquinamento acustico».
È dura la presa di posizione del vicesindaco di Ciampino, Sergio Pede, contro le dichiarazioni dell’Enac riguardo a una presunta riduzione del numero dei voli sull’aeroporto «Pastine». «Ebbene, dopo promesse, bozze di accordi prima esaltati e poi ripudiati - continua Pede - è arrivato, nei giorni scorsi, un comunicato dell’Enac volto a rassicurare i cittadini di Ciampino, che esultante dice: “Ridotti i voli di circa il 30 per cento. Da 22 movimenti orari, si passa a 15, a eccezione di due ore, da definire, in cui i voli saranno 20”. Chi ha letto solo il titolo del comunicato ha pensato che l’obiettivo della riduzione dei voli fosse stato raggiunto. Chi come me, si è fatto due conti, ha scoperto che con questo semplice accorgimento i voli, se opportunamente spalmati nel corso delle 17 ore in cui l’aeroporto dovrebbe essere operativo, diventerebbero quasi 97mila, ai quali dovrebbero essere aggiunti i voli di Stato, della Protezione Civile, dei Canadair. Quindi oltre 10mila voli, quasi il doppio di quelli attuali. Altro che riduzione! Un maggiore rispetto per le istituzioni di questa città e per i cittadini che vi abitano, ritengo sia doveroso da parte di tutti. Non siamo disposti ad assistere al gioco delle tre carte, a scapito della intelligenza e della salute dei cittadini».
«L’Enac congeli veramente la situazione attuale - conclude Pede -, non ci faccia il favore della “riduzione” dei voli così come prospettata. Obblighi gli Enti preposti a fare i lavori per l’abbattimento dell’inquinamento acustico. Soltanto dopo si potrà valutare che cosa fare. Purtroppo questo episodio dimostra ancora una volta, al di là delle dichiarazioni di turno e di facciata, che non vi è una effettiva volontà di affrontare concretamente il problema ai vari livelli. I cittadini di Ciampino invece questa volontà ce l’hanno, per cui non abusare della loro pazienza, sarebbe quantomeno opportuno».