Fiume di fango sulla Calabria Quattro morti per un nubifragio

La tempesta ha colpito la zona di Vibo Valentia e l’acqua è arrivata anche a due metri d’altezza. Bertolaso: «Un evento imprevedibile»

Antonello Lupis

da Vibo Valentia

Terrore e morte in Calabria. Quattro persone hanno perso la vita, tra cui un bambino di appena quindici mesi, diverse persone ferite, due paesi isolati, fabbriche, negozi e abitazioni allagate, strade impraticabili e traffico ferroviario e veicolare in tilt. È questo il tragico e disastroso bilancio (che col passare delle ore potrebbe anche aggravarsi) provocato da un violentissimo nubifragio abbattutosi ieri mattina sul Vibonese, in particolare, sul capoluogo e in alcuni centri collinari limitrofi. Ore e ore di pioggia torrenziale che ha fatto straripare torrenti e fognature, provocando frane e smottamenti. Chiusa per ore l’autostrada, bloccata la linea ferroviaria.
Nel tardo pomeriggio di ieri è giunto in Calabria il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso. Con lui anche un team di esperti che si occupano di previsioni, prevenzione e rischio idrogeologico. Il dispositivo di soccorso organizzato, comunque, dal centro operativo nazionale del Dipartimento dei vigili del fuoco del Viminale è stato potenziato con l'arrivo di uomini dei reparti di Cosenza e Catanzaro. Vigili del fuoco sono pure giunti da Napoli, Salerno, Bari, Taranto e Brindisi.
E sono stati proprio i vigili del fuoco, dopo diverse ore di ricerca, a ritrovare alla periferia di Longobardi, nel fondo di una scarpata, il corpicino, ormai privo di vita, del piccolo Salvatore Galioti. Il bambino, è scivolato dalle braccia del padre che stava cercando di fuggire dalla zona che stava allagandosi ed è stato trascinato nella scarpata dalla furia delle acque. Nello stesso burrone è poi finito pure il padre della piccola vittima: l'uomo, ferito, è stato ricoverato in ospedale.
Di Longobardi anche altre due vittime, un uomo e una donna, che al momento del nubifragio si trovavano a bordo di un'auto. I due sono stati travolti e uccisi da una gigantesca massa di detriti. Il pastore Antonio Arcella, di 56 anni, invece, è morto folgorato da un fulmine mentre si trovava nella sua azienda agricola situata nella località Crocinelle, nel comune di Sant'Onofrio, zona, questa, anch'essa colpita dal violentissimo nubifragio. Un altro pastore, Onofrio Calcapietra, di 61 anni, che era in compagnia di Arcella, è rimasto gravemente ferito e ora si trova ricoverato, in prognosi riservata, nell'ospedale di Vibo Valentia. I fulmini hanno poi ucciso anche diversi capi di bestiame che si trovavano all'interno del podere. Una dozzina, in tutto, le persone ricoverate all'ospedale di Vibo Valentia.
Due piccoli centri, S.Nicola da Crissa e Vallelonga, a seguito dello straripamento dei fiumi Abate e Ancinale, sono ancora isolati. Ed enormi disagi e danni si contano in almeno altri dieci centri del Vibonese.
Nel capoluogo, invece, sessanta operai della fabbrica «Nuovo Pignone» sono rimasti intrappolati per diverse ore all'interno della stabilimento, invaso dall'acqua e dal fango. Interrotta fino alle 19 di ieri la linea ferrovia tirrenica Reggio Calabria-Battipaglia. Ancora chiusa, invece, la linea ferroviaria verso Troppa e le altre località costiere. Disagi e rallentamenti anche lungo l'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, tra gli svincoli di Vibo Valentia-Sant'Onofrio e Serre, a seguito dello smottamento di un tratto di venti metri della carreggiata nord. A Vibona, l’acqua ha raggiunto anche i due metri d'altezza costringendo la gente a trovare scampo sui tetti.
Ieri sera, alla presenza del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, di Bertolaso e del prefetto di Vibo, si è tenuto un vertice nei locali della Prefettura. La Regione Calabria ha stanziato, per i primi interventi, un contributo di un milione di euro. E chiederà lo stato di calamità. È stato un evento imprevedibile», ha spiegato in serata Bertolaso -. In due ore sono caduti 190 millimetri d'acqua, quantitativo doppio di quello registrato negli ultimi anni».