Fiumi di cocaina e «sesso facile» per la Roma-bene

Chiuso un night vicino a via Veneto che fungeva da base per la banda: 27 arrestati

Importavano cocaina dal Costa Rica e la spacciavano negli ambienti della vita notturna romana. A usufruirne erano esponenti della borghesia tra cui molti personaggi del mondo dello spettacolo. L’indagine della mobile romana si è conclusa con 27 ordinanze di custodia cautelare, 4 delle quali ancora da eseguire.
Nell’ambito dell’operazione «Le Iene 2» anche il sequestro di 10 chili di cocaina e la chiusura di un locale notturno in una traversa di via Veneto. In manette sono finiti anche i due gestori del locale, accusati di spaccio, di favoreggiamento e di sfruttamento della prostituzione. I due, secondo quanto è emerso dalle indagini condotte dagli agenti della sezione «criminalità organizzata» della Mobile, diretti da Bruno Failla e Luca Armeni, offrivano ai loro clienti prestazioni sessuali con ragazze straniere, per lo più romene e brasiliane, oltre a dosi di cocaina. Gli stessi «clienti» contattavano i gestori e chiedevano in codice via telefono una certa quantità di sostanza stupefacente e la ragazza che volevano incontrare, che gli veniva «recapitata» a domicilio.
«La pericolosità di questa associazione - ha spiegato il capo della squadra mobile Alberto Intini- era il suo radicamento sul territorio. Ma dopo due anni di indagini siamo riusciti ad attaccarla e a scardinarla. L’operazione è un filone di quella precedente, denominata “Le Iene”, che aveva avuto origine a sua volta dall’operazione “Cleopatra”. Insomma anni di investigazioni volte a combattere la diffusione dello spaccio nella Capitale».
«Dopo una serie di indagini - ha aggiunto Intini - siamo arrivati a fermare all’aeroporto di Fiumicino un ultrasessantenne proveniente dall’America Latina, che aveva ingerito circa 90 ovuli, per un totale di 900 grammi di cocaina purissima. Da qui siamo risaliti all’intera organizzazione».
Durante l’operazione è stato anche fermato all’aeroporto di Fiumicino e arrestato un 65enne di Genova, Carmelo V., che aveva ingerito 90 ovuli per un totale di 600 grammi di cocaina pura.
«È il primo caso di “corriere ingoiatore” italiano che abbiamo fermato sul nostro territorio», ha spiegato Armeni. Una volta in Italia, parte della droga veniva data ad Alessandro D.N. di 19 anni che riforniva i locali della dolce vita capitolina tra i quali quello sequestrato. Il locale del centro, frequentato da imprenditori, professionisti e personaggi del mondo dello spettacolo, era la base logistica degli spacciatori romani, una sorta di supermercato della droga e del sesso.