Fiumi lombardi, il piano anti alluvioni

Scatta il piano per mettere in sicurezza tutti i corsi d’acqua lombardi. Sarà completato da qui al 2015, anno di Expo, e prevede un investimento di tutto rispetto: 147 milioni di euro, di cui 48,5 milioni immediatamente utilizzabili. Proprio ora che le risorse per la difesa del suolo scarseggiano, lo stanziamento acquista un significato particolare. La Regione Lombardia ha integrato le risorse ricavate dai risparmi dei precedenti programmi di difesa del suolo ed ha chiesto una mano al ministero dell’Economia. Risultato: si interverrà in tutti i luoghi a rischio, a cominciare dalle zone colpite dalle calamità del 2009. Per evitare che accadano ancora allagamenti del genere.
Sono previsti interventi strutturali nelle aree montane per la prevenzione delle valanghe sui centri abitati e ci saranno lavori di riqualificazione dei corsi d’acqua dell’area metropolitana milanese (Olona, Bozzente, Lura, Guisa, Seveso, Lambro e Trobbie). L’obbiettivo è il miglioramento della rete dei corsi di tutta la zona interessata da Expo 2015 per renderla più sicura e più gradevole dal punto di vista paesaggistico.
In attesa che la protezione civile approvi le ordinanze con il finanziamento dei danni ai privati e alle attività produttive dopo l’alluvione di aprile, maggio e luglio, sono stati previsti alcuni finanziamenti per gli interventi più urgenti, che non possono più aspettare. Tra le diverse situazioni ancora irrisolte, molte riguardano la provincia di Varese, dopo l’esondazione dell’Olona a Induno e del torrente Bolletta a Porto Ceresio.
«Tra gli interventi programmati dalla nostra direzione - spiega l’assessore lombardo al Territorio, Davide Boni - sono previsti in particolare quelli finalizzati alla sistemazione del torrente Rancina, nel comune di Castello Cabiaglio, il completamento di un intervento di consolidamento nel comune di Golasecca, dove piazza San Michele è interessata da un movimento franoso lungo la scarpata verso la valle del Ticino». E ancora: due interventi del Rio Rialetto e del Valle Luna a Varese. Tra le opere di sistemazione idrica, ci sono le laminazioni delle piene, il controllo delle aree a rischio esondazione, l’adeguamento degli alvei. Si migliorerà la qualità delle acque di sfioro delle reti fogniarie (con sistemi di fitoproduzione), si interverrà per ripristinare le sponde naturali dei fiumi e per sistemare il verde e i boschi. Contro alluvioni e allagamenti, arriva la tecnologia: il piano di messa in sicurezza prevede anche un sistema di monitoraggio delle piene e una rete di telecontrollo per tener d’occhio a distanza le situazioni più a rischio.
A ottobre, l’assessorato al Territorio ha sottoscritto un accordo con la Provincia di Milano, con il Comune di Milano, l’Aipo e l’autorità di bacino del fiume Po per la messa in sicurezza della rete.