Fiumicino, caos e ritardi a causa dei black-out

La corrente elettrica che arriva a singhiozzo, complice forse anche l'uso massiccio dei condizionatori utilizzati per combattere il gran caldo di questi giorni, è stata sufficiente a far scoppiare il caos all'aeroporto di Fiumicino. Neanche a farlo apposta, è successo proprio nei due giorni contrassegnati dal «bollino rosso». Solo tra ieri e sabato, infatti, sono transitati nello scalo romano 318mila passeggeri, una mole di gente che ha messo a dura prova l'intero apparato aeroportuale. Il risultato? Ieri, per quasi tutta la giornata, i voli sono partiti in ritardo - da 20 minuti fino a un'ora e mezzo - i bagagli pure. Le valigie peraltro venivano caricate manualmente perché il BHS, il sistema automatico di smistamento, funzionava a intermittenza. E così, gli animi con il passare delle ore (e dei disagi) si sono rapidamente scaldati: l'euforia tipica dei vacanzieri ha lasciato il posto alla tensione e alla rabbia, esplose soprattutto per le lunghe file davanti ai banchi delle biglietterie e dei check-in. A poco sono serviti anche i numerosi annunci lanciati dall'altoparlante in italiano e in inglese che avvisavano i viaggiatori circa «l’eventualità di possibili disagi». Insomma, i ripetuti abbassamenti di tensione sulla rete elettrica nazionale che si sono registrati a Fiumicino, nella notte e nella giornata di ieri, fino alle 16.30, hanno rovinato a molti il piacere della partenza. Non è andata meglio alle centinaia di persone che lavorano «dietro le quinte», per far sì che tutto l'apparato aeroportuale funzioni regolarmente. Per operai e facchini di «Aeroporti di Roma» - la società che gestisce gli scali di Fiumicino e Ciampino - quella di ieri è stata una giornata campale. A loro è spettato il lavoro più difficile: usare «l’olio di gomito» e caricare in spalla, per quasi tutto il giorno, le valigie, utilizzando appositi carrelli per il trasporto a mano dei bagagli dai banchi check-in fino all'isola dello smistamento. Un lavoro che in condizioni di normalità viene gestito al cento per cento dal BHS, acronimo di Baggage Handling System, il sofisticato sistema di Elsag, in dotazione all'aeroporto di Fiumicino, che può smistare fino a 10 milioni di bagagli all'anno, arrivando a 200 al minuto nei momenti di intensa attività. Un gioiello tecnologico, che però - faceva notare ieri qualcuno degli addetti ai lavori - va adeguato agli attuali volumi di traffico passeggeri. Ieri, però, è andato in tilt a causa dei ripetuti sbalzi di corrente, che hanno provocato il guasto di alcune schede di rete. Per rendere l'idea: è come accade, certe volte, tra le mura domestiche quando si utilizza il personal computer e di colpo s'interrompe l'alimentazione elettrica. La corrente poi torna, ma il pc, specie se è vecchio, può non riaccendersi più.