Fiumicino E ora scoppia anche il caos bagagli

Centinaia di bagagli ammassati e all’aeroporto di Fiumicino scoppia il caos. Una settimana di voli cancellati, ritardi e passeggeri costretti a bivacchi disumani non rendono l’idea di quanto accade al Leonardo da Vinci. Una situazione senza precedenti che coinvolge migliaia di passeggeri, valigie al seguito, in coda da giorni ai check in Alitalia. Se per gli addetti ai lavori il numero dei bagagli da smaltire, caricati a bordo e poi scaricati da vettori mai decollati, è in «leggera diminuzione» sono ancora centinaia i viaggiatori che hanno perso ogni speranza di ritrovare le proprie cose.
Tanto che al lost and found, il servizio oggetti smarriti della vecchia compagnia di bandiera, è un via vai ininterrotto di persone, per lo più straniere, che chiedono conto dei colli presi in consegna e mai giunti a destinazione. Come gli stessi proprietari, del resto, in attesa di una partenza impossibile anche per tre giorni di seguito nella sala transiti dello scalo romano. I tecnici assicurano che solo tra venerdì e sabato ben 600 valigie sarebbero state «lavorate», ovvero recuperate e issate sui nastri trasportatori in attesa di riconoscimento. È qui che scoppia il finimondo quando i presunti proprietari, cercando di recuperare il proprio trolley, si impossessano di uno simile. Scambi al limite del paradosso: «Ho trovato la valigia piena di biancheria intima femminile - racconta un prete -. Non mi resta che restituirla alla compagnia aerea. Chi ha preso la mia ci avrà trovato i miei indumenti oltre a una rara edizione della Bibbia».
A poco o nulla è servito l’intervento, ieri pomeriggio, della polizia che ha vigilato per impedire furti ai malintenzionati di turno. Disagi soprattutto all’handling del molo C, quello degli arrivi internazionali, dovuto secondo gli operatori all’assenza di personale stagionale da anni di supporto nei momenti critici, sostenuta solo in parte dal lavoro straordinario di alcuni dipendenti fissi non in cassa integrazione. «Lavoro extra che, probabilmente, non ci verrà mai retribuito» chiosano gli operai che vanno e vengono dalle piste al terminal. Del resto i 51 voli soppressi l’altro ieri (19 in partenza e 32 in arrivo) e gli oltre 40 di ieri, per non parlare dei ritardi canonici di due ore di media con picchi che superano le sei ore, danno un quadro del dramma vissuto da migliaia di persone costrette a ripiegare su altre compagnie oppure restare a terra, spesso senza alcun tipo di assistenza. Come i passeggeri dei voli AZ diretti a Caracas, Mosca e New York, in attesa da un giorno con poche speranze di partire. Ma c’è stato chi, è il caso di una donna libanese di scalo a Roma proveniente dal Venezuela con la figlia di 5 anni, che di ore ne ha aspettate più di trenta e solo per ricevere le prime assicurazioni sull’eventuale proseguimento del viaggio programmato fino a Beirut. Per la polizia di frontiera tutti casi finiti in una maxi inchiesta aperta dalla Procura di Civitavecchia sui voli bloccati per dubbi motivi nonostante l’equipaggio fosse al completo.
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