Fiumicino: panico per una valigia dimenticata

Alessia Marani

da Roma

Tre fischi e scatta l’allarme. Evacuata, ieri mattina, un’intera ala del Terminal «C» dell’aeroporto intercontinentale di Fiumicino. Un trolley nero distrattamente abbandonato da un cittadino americano nei pressi dell’imbarco della Delta Airlines mette in moto la macchina di sicurezza. Ci vogliono dieci minuti per liberare l’isola «F» dello scalo romano da viaggiatori in transito, personale di volo e addetti di terra, e lasciare quindi il campo agli artificieri. Che fanno saltare il bagaglio per scoprire che, in realtà, conteneva solo un mucchio di vestiti e biancheria. Il turista «smemorato», invece, se ne tornerà a casa con una denuncia per procurato allarme.
Dalle esplosioni di Londra, al «Leonardo da Vinci» la tensione è alle stelle. Neanche una settimana prima forze dell’ordine e mezzi di soccorso avevano simulato lo scenario di un attacco terroristico. «Dalle Twin Towers in poi - dicono gli esperti in security - sono stati fatti molti sforzi per adeguare gli standard di difesa e prevenzione. Ma non bisogna abbassare la guardia». Alla vigilia di quel maledetto 11 settembre a New York, il Giornale dimostrava con una sua inchiesta come poi non fosse così difficile aggirare i controlli ai check-in. Oggi a presidiare sui 25 milioni di frequentatori l’anno ci sono tiratori scelti piazzati pressoché ovunque, speciali radiogeni per la visione dei bagagli, cani antiesplosivo. Anche se ancora non è stata allestita la nuova sala operativa congiunta richiesta, in particolare, dalla polizia di Stato. Una sorta di «cervellone» ultratecnologico in cui coordinare tutti gli interventi. Sono le 8,48 di ieri quando viene dato il segnale per lo sgombero dell’area. Delle 9,30 il cessato allarme. Dieci minuti per fare uscire in tutta fretta circa cinquecento persone. Poi l’intervento della squadra antiesplosivo. La valigia viene fatta saltare. Intorno i vigili del fuoco presidiano la zona. «È già successo altre volte - racconta un’operatrice del check-in -. Ma la paura è tanta ugualmente». Tutto rientra presto nella normalità. Adr, la società di gestione del terminal, fa sapere che l’«inconveniente» si è tradotto in solo 20 minuti di ritardo per un volo della Continental diretto nella Grande Mela. Nell’agosto dello scorso anno gli 007 dell’antiterrorismo della El Al ordinano il «fuori tutti» a causa di un paio di scarpe antistatiche. Incredibile ma vero. Le calzature con filo di rame nelle suole mandano in tilt i metaldetector: ed ecco che l’isola F viene fatta evacuare. In passato un fatto simile era accaduto anche a Parigi e Francoforte. Ma a Roma il pensiero va tutto a quel lontano 27 dicembre di 20 anni fa, quando un commando di cinque terroristi mediorientali, kalashnikov in pugno e imbottiti di bombe a mano, dà l’assalto ai banconi della compagnia israeliana, provocando una decina di morti e numerosi feriti.