Fiumicino, pericoli anche nella «zona protetta»

È riuscito a penetrare, giovedì sera, all’interno della palazzina del Centro di smistamento delle poste dell’aeroporto di Fiumicino e ha aggredito un impiegato, massacrandolo a calci e pugni fino a quando non lo ha visto crollare a terra in una pozza di sangue. L’aggressore, A. D. M., un 40enne pluripregiudicato di Ladispoli, senza preoccuparsi delle condizioni della vittima, svenuta per la raffica di colpi ricevuti, è poi fuggito in auto sotto gli occhi esterrefatti di alcuni impiegati. Sulla vicenda dai contorni ancora poco chiari, scaturita, secondo alcune indiscrezioni, da gelosia nei confronti di un’impiegata del «Cmp», sta ora indagando la Polizia giudiziaria dello scalo romano, che già da diversi giorni sta cercando di rintracciare l’uomo, di cui sembra sia svanita ogni traccia. Quello che ancora rimane da chiarire è come il pregiudicato sia riuscito a entrare tranquillamente nella palazzina, dove ogni giorno lavorano decine di impiegati addetti a smistare tonnellate di posta, pur essendo l’area interdetta al pubblico e protetta da sbarre e cancelli automatici. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori della polizia giudiziaria, intervenuti tempestivamente nonostante la carenza di personale (l’aggressione è avvenuta la sera poco dopo le 21), potrebbe essere stata un’impiegata amica di A. D. M. a farlo entrare di soppiatto nel reparto del Centro di smistamento delle poste. Una volta all’interno il pregiudicato avrebbe raggiunto l’uomo oggetto delle sue rimostranze e gli si sarebbe scagliato contro, aggredendolo senza pietà e procurandogli, tra l’altro, gravi lesioni a un orecchio, come confermano i referti del Policlinico Gemelli, dove l’impiegato è tutt’ora ricoverato.
La vicenda ha fatto emergere nuovamente il problema della sicurezza a Fiumicino. «La situazione sicurezza in aeroporto è davvero critica - sostiene Marco Di Fazio, dirigente del Sap, uno dei sindacati più rappresentativi in aeroporto. «Il passeggero che avesse la sventura di arrivare a Fiumicino dopo le 21 - prosegue Di Fazio - rimarrebbe sbigottito per la mancanza di controlli: nei turni 18-24 e 00-07 c’è una scarsità di personale impressionante. In questi orari l’intera aerostazione, circa 40 km quadrati di perimetro, è vigilata da una decina di colleghi per turno. Questo anche a causa di una politica dirigenziale che ha scelto di ridurre il cosiddetto turno in quinta, che garantiva la presenza della Polizia nell’intero arco delle 24 ore, per rafforzare la presenza di uomini in divisa tra le 8 e le 20, a vantaggio degli esercizi commerciali in aeroporto. E poi si parla tanto di sicurezza».