«A Fiumicino il polo nautico più grande del Mediterraneo»

Acqua Marcia, la più antica società immobiliare italiana - 220 milioni di euro il valore della produzione del 2009, un patrimonio netto di 585 - si appresta ad avviare i lavori per la realizzazione di un’infrastruttura molto attesa: si tratta del nuovo porto turistico di Fiumicino che, con 4 darsene, 1.445 posti barca, un’area complessiva di 100 ettari, sarà il più grande del Mediterraneo. Oggi sarà posata la prima pietra, poi partiranno i cantieri. Il presidente del gruppo, Francesco Bellavista Caltagirone, è soddisfatto: «È un’infrastruttura importante per Roma e per l’Italia, e avrà il cantiere nautico più grande del Mediterraneo»
A chi vi rivolgete?
«A un bacino romano di 4-5 milioni di persone, ma anche a tutta quella clientela europea che vuole una base centrale nel Mediterraneo. Penso ad appassionati di Vienna, Praga, Lione, che a un’ora e mezza di aereo e a 15 minuti di strada sono nel centro dei nostri mari, a un passo da una città come Roma».
Quanto investirete?
«Intorno ai 400 milioni di euro. In tre anni saranno completate le opere a mare, in cinque anni anche le strutture commerciali a terra».
Sarà il vostro stesso gruppo a gestire il porto?
«Sì. Il settore dei porti turistici c’interessa molto: i 13mila posti barca che abbiamo in costruzione, anche in Liguria e in Sicilia, sono nettamente inferiori alle necessità. I Paesi nostri concorrenti hanno una struttura portuale ogni 3-4 chilometri di costa».
Quanti prevede di averne?
«Una decina entro i prossimi 5-7 anni».
Acqua Marcia, anzi «Acqua Pia Antica Marcia» era una storica presenza nel listino della Borsa italiana.
«L’abbiamo delistata tre anni fa, oggi il controllo appartiene al 100% alla mia famiglia».
Meglio stare al di fuori della Borsa?
«Adesso mi sento più a mio agio».
Il suo gruppo si articola in quattro attività: immobiliare, alberghiera, aeroportuale e porti turistici. Dai numeri appare che il loro peso sui ricavi complessivi è abbastanza equilibrato.
«In realtà in questo momento ci stiamo focalizzando sui porti. Del resto, questi offrono interessanti sinergie con l’attività alberghiera, nella quale siamo impegnati dal 1998 con sei importanti dimore storiche in Sicilia. Poi a Venezia possediamo il Molino Stucky, il più grande cinque stelle della laguna, che abbiamo ristrutturato e che gestiamo in partnership con Hilton».
È una struttura storica di altissimo interesse.
«Noi abbiamo il privilegio e la responsabilità di fare quasi sempre opere utili per noi e per il pubblico. A Roma stiamo ultimando un albergo dedicato al turismo business e congressuale in via Giustiniano Imperatore».
Fa parte del gruppo anche l’Ata, società attiva nell’handling aeroportuale e che gestisce l’aeroporto privato di Milano Linate. Vista la crisi del trasporto aereo, è legittimo chiedersi se la società stia soffrendo...
«No, non ci lamentiamo: abbiamo 60 compagnie clienti, un flusso di più di 8 milioni di passeggeri all’anno e siamo il primo operatore privato nel panorama nazionale dei servizi aeroportuali. Chi soffre, in questo momento, sono soprattutto gli alberghi, che scontano la crisi del turismo».