Fiumicino, record di passeggeri. Asfissiati

Roberto Filibeck

Esodo di metà estate con punte record di passeggeri (ieri poco meno di centomila, oggi circa 103mila secondo le stime di Aeroporti di Roma), ma anche grande caos nel più grande scalo intercontinentale italiano. Ieri si sono viste scene da bolgia dell’Inferno dantesco che riportavano indietro nel tempo quando, nei periodi «caldi» delle manifestazioni di «Aquila Selvaggia», così come venivano chiamati gli scioperi selvaggi del personale di volo Alitalia, restavano a terra migliaia di passeggeri.
Ieri per una serie di coincidenze negative, infatti, lo scalo per diverse ore ha vissuto momenti davvero difficili. Vuoi per i 500 passeggeri che ieri mattina dovevano partire per Madrid e Barcellona con i voli dell’Iberia e sono rimasti a terra per ore e ore come conseguenza di un agitazione del personale aeroportuale negli scali iberici; sarà anche perché più di qualcuno ieri si è particolarmente innervosito - e non solo tra i passeggeri ma anche tra i dipendenti aeroportuali - perché un black-out la scorsa notte ha messo ko per ore parte della centrale termica che regola il flusso dell’impianto di aria condizionata all’interno delle aerostazioni; dove, peraltro, non solo non era possibile combattere l’afa e il gran caldo che ormai da giorni sta «bollentando» ben bene il nostro Paese, ma impiegati e addetti ai check-in per ore sono stati costretti a lavorare con temperature da savana africana, vicino ai monitor, computer e nastri bagagli in movimento. Al punto che per sedare gli animi in diverse occasioni sono dovuti intervenire polizia e carabinieri.
Succede anche questo, purtroppo nello scalo romano dei grandi numeri, vasto come una città di medie dimensioni, che però quando viene messo a dura prova, come è il caso di questi giorni, può anche andare in tilt. Ed ecco che a giorni alterni arriva come un fulmine a ciel sereno il black-out elettrico, poi, così come è giunto se ne va, magari dopo pochi minuti, lasciando però il segno. Giovedì scorso per 14 minuti non c’è stata corrente in aeroporto e come conseguenza, anche se sono entrati in funzione i gruppi di continuità, si sono verificati non pochi disagi ai check-in, con lunghe file e bagagli bloccati sui nastri. E umori dei passeggeri a dir poco neri. Ieri è andata ancora peggio. L’interruzione della corrente elettrica questa volta avviene intorno all’1.30 di notte, guasti un trasformatore della centrale di condizionamento, alcuni monitor e apparati informatici, ma soprattutto lascia mezzo aeroporto senza aria condizionata per ore. Aeroporti di Roma cerca come di correre ai ripari e fa intervenire squadre di tecnici che - stando a quanto affermano - riparano il guasto alle 9.45 di ieri mattina. Peccato però che gli impianti per ore continuano a ventilare forzatamente aria calda. A tutto questo c’è, infine, da aggiungere il cosiddetto fenomeno dell’overbooking, ovvero quando tour operator e compagnie prenotano più posti di quanti in realtà ce ne sono a disposizione sul volo. La conseguenza? Si resta a terra, c’è il rischio che la vacanza sfumi e per ottenere il rimborso del biglietto spesso bisogna di nuovo mettersi in fila. E il nervosismo dei vacanzieri sale alle stelle, come la temperatura di questi giorni.