Fiumicino riparte: «Bisogna attrarre investitori e farne un comune leader»

Il vero regista della pace è Mario Baccini (Udc): «Decisivi i valori comuni. E ora il litorale può fare concorrenza alla capitale»

Riuscite le prove tecniche di unità, la Cdl a Fiumicino dimentica la crisi che aveva portato il sindaco Mario Canapini sull’orlo delle dimissioni. Dopo la verifica, e un ritocco alla giunta, l’amministrazione riprende a lavorare, in un quadrante di grande sviluppo, che ha già attratto forti investimenti e che potrebbe richiamarne di nuovi. Ne è convinto il vicepresidente del Senato Mario Baccini. Legatissimo a questo territorio, l’esponente dell’Udc ha lavorato per ricucire i fili di un’unità politica che sembrava compromessa. E il suo intervento dimostra anche la centralità dell’area del litorale romano. «Una zona - esordisce il senatore centrista - quella che va da Civitavecchia ad Anzio, che offre grandi opportunità, candidandosi come vera alternativa a Roma. Bisogna lanciare un appello agli imprenditori perché sappiano che per investire non è più necessario passare dalla capitale. Anzi, il litorale laziale, già ricco di infrastrutture, potrebbe essere il vero punto di attrazione per i prossimi anni, diventando un nuovo polo di ricchezza».
Con una coalizione solida è più facile lanciare appelli.
«Era auspicabile che l’amministrazione che in questi tre anni e mezzo ha governato molto bene superasse l’impasse per ricominciare a lavorare. Ma bisogna anche ringraziare i partiti per il senso di responsabilità dimostrato in occasione di questa verifica».
La capacità di ricomporre le distanze è un precedente importante per la Cdl, anche fuori dai confini locali.
«Senza dubbio. Proprio nei governi locali peraltro si sono registrate le prime difficoltà di convivenza nella Cdl. Speriamo che il modello sperimentato qui possa attecchire anche altrove. Perché ora a Fiumicino la coalizione ha riconquistato la capacità di valorizzare l’attività programmatica partendo dai comuni valori. Che è poi la differenza che divide centrodestra da centrosinistra».
Insomma, la «nuova» giunta merita fiducia?
«Certo. Dieci anni di governo del centrosinistra avevano lasciato in eredità debiti fuori bilancio. Dal 2003 questa amministrazione si è fatta carico di risanare, senza dover ricorrere al commissariamento paventato nell’immediato dopo elezioni, e di creare una linea progettuale. Poi si è scontrata con questa Finanziaria che deprime gli investimenti, mentre una parte della maggioranza cercava nuovi stimoli».
Li ha trovati?
«Direi di sì, e senza rotture. Partiti e liste civiche hanno riscritto il programma, avendo ben chiaro che le prossime elezioni non sono che un traguardo intermedio: Canapini ha bisogno di altri 5 anni per concretizzare quanto già fatto. C’è la possibilità di fare di Fiumicino un comune leader nel Lazio. Consideriamo questo territorio, che si affaccia sul mare e ospita aeroporto e autorità portuale, in vera concorrenza con Roma: dobbiamo solo assecondarne con impegno la sua straordinaria vocazione allo sviluppo economico e culturale».