Flachi predica nel deserto

Se Novellino è bravo perché non è il tecnico della Juventus?

Ora, purtroppo, posso parlare. È vero che i conti si fanno sempre alla fine, però ho grande timore che in questo ristorante, per quest'anno, dopo aver mangiato poco e male, il dolce non lo portino neppure. Anzi, ho anche il timore (ben più grande) che alla fine ci diano una solenne «bastonata»...
Non è certo il caso di fare processi, ma di iniziare a tirare le somme sì. Da sempre vado dicendo che a me Novellino come allenatore non piace. È indubbio che abbia grandi qualità, che ha portato in dote alla Samp e delle quali prima eravamo privi: basta pensare alla «cattiveria» ed alla voglia di lottare che ha inoculato nei nostri giocatori, per dover riconoscere che mai prima d'ora avevamo visto i «superbi calciator» con tanto ardore e furia agonistica.
A ciò aggiungasi la feroce concentrazione che ha saputo insegnare ai Nostri.
Però ritengo che abbia anche grandi limiti. In primo luogo, poichè tutte le medaglie hanno due facce, così come dobbiamo dargli atto di averci portato in A al primo tentativo, dobbiamo anche ricordare che in quell'anno la società gli ha messo a disposizione la rosa in assoluto migliore di tutto il campionato cadetto. Diciamolo francamente, se non fossimo venuti in A ci sarebbe stato da spararsi.
In quell'anno, poi, abbiamo sistematicamente assistito ad un «non-gioco» fatto di strenue difese seguite da lanci lungui in
avanti per Bazzani e Flachi, i quali hanno poi pensato al resto.
Quella del «non-gioco» finalizzato al pragmatismo estremo è stata un'amara medicina che - così ci è stato detto - era il male minore e la via più breve per venire subito in serie A.
Perfetto, non v'è tifoso che non fosse d'accordo.
Ma dopo? Anche il secondo anno, s'è detto, abbiamo dovuto sorbirci l'amaro medicamento per salvarci tranquillamente.
Che dire però del gioco dell'anno scorso e di quello di quest'anno? Stessa solfa.
E non mi si venga a dire che la Samp dell'anno scorso giocava bene. La Samp dell'anno scorso semplicemente vinceva.
E finchè i risultati hanno continuato a dare ragione al tecnico li scettici come me hanno dovuto (ben contenti, tengo a sottolinearlo) tacere. Oggi però ho il diritto di parlare e di chiedere a qualunque tifoso che abbia un minimo di obbiettività e di spirito di autocritica di rispondere ad alcuni quesiti:
cosa sarebbe stato della Samp senza Flachi l'anno che ci ha salvato da solo dalla C?
Cosa sarebbe stato della Samp l'anno della promozione senza i gol inventati dal nulla da Bazzani e Flachi?
Cosa sarebbe stato della Samp se tre anni fa si fosse dato retta a Novellino e si fosse ceduto Flachi per far posto a Marazzina?
Cosa sarebbe stato della Samp negli ultimi due anni senza i gol che Flachi ha estratto dal cappello a cilindro? Esattamente quello che la Samp è oggi, in cui (per mille motivi) deve andare avanti senza le invenzioni di Flachi (che non è certo l'unico responsabile del proprio ridotto rendimento), facendo affidamento esclusivamente sul gioco datole dall'allenatore: un disastro. Per me non va tutto bene e io non canto «chi si accontenta gode», perchè non mi accontento (solo i mediocri lo fanno) e quindi non godo. Men che meno quando accontentarsi è veramente difficile.
Se poi ci sarà chi sarà comunque contento perchè «intanto siamo in A», beh... tocchiamo ferro.
Ma toccare ferro non basta. Si deve anche fare autocritica e cercare di porre rimedio ai propri errori. Un conto è preferire un modulo di gioco, altro è non essere in grado di praticare scelte alternative quando sei costretto dagli infortuni a fare di necessità virtù. È mai possibile che i giornalisti facciano a gara a criticare Colombo (cosa assai facile e meschina), ma non ci sia nessuno che abbia avuto l'onestà morale di dire che la colpa non è del giocatore, ma di chi lo ha fatto tornare e di chi lo schiera in campo?
È possibile che non ci sia un giornalista che abbia mai messo in evidenza che squadre come il Chievo sopravvivono da anni a certi livelli (con giocatori semi sconosciuti) coniugando gioco e risultati?
Non vi sembra che la tranquillità che la società ostenta in un momento così delicato sia frutto di leggerezza o che sia una soluzione semplicistica? È credibile che la società parli di una prossima campagna acquisti «frizzante»? Non lo dica. Se vuole e può, lo faccia.
È possibile che in società non vedano che il rendimento di Flachi di quest'anno è in gran parte dovuto alla non tranquillità del giocatore per l'incertezza nel rinnovo del contratto? È possibile che nessuno sottolinei che, indipendentemente dalla forma psicofisica non eccelsa, gioca comunque da solo nel deserto?
C'è stato qualcuno che ha fatto notare che la Samp quest'anno ha avuto costantemente una forma fisica assolutamente precaria, dato che i nostri avversari di turno hanno sistematicamente corso di più e per più minuti di noi?
E poi si discute sul rinnovo del contratto di Flachi, ma non si mette neppure teoricamente in dubbio l'opportunità di valutare un cambio di guida in panchina?
Perchè mai Novellino - se è così infallibile come ci viene dipinto - non siede sulla panchina della Juve, del Milan, dell'Inter o di qualche altra grande squadra? Perchè non è mai rimasto per più di due anni sulla stessa panchina?
Credo che rispondendo onestamente ed obbiettivamente a tutte queste domande sia l'unico punto di partenza per costruire la Samp del futuro.