Flachi, quando un applauso costa il futuro alla Samp

Per l’attaccante addio contratto e Tonetto, dopo aver atteso invano il rinnovo, va a Firenze

Emmanuele Gerboni

Una genialata, un bacio mozzafiato a sorpresa che ti toglie il respiro e ferma i pensieri, un lampo dopo la tempesta. Questo è Francesco Flachi, uno che ci prova sempre quando gli altri stanno lì a pensarci. La differenza è questa, non è il tipo da sei in pagella. Lui è quello da tutto e niente. Il suo calcio non è matematica, è tutta un’altra cosa: intuizione, fantasia, talento. Poi, c’è il lato B che bello non è. Sarebbe meglio chiudere gli occhi e tapparsi le orecchie. Lui che protesta, che va dall’arbitro, che sbotta e gli dice a muso duro: «Complimenti». E certi apprezzamenti non fanno proprio piacere quando sanno tanto di presa in giro. Chissà perché Rocchi non ha gradito, e gli ha risposto che la strada per la doccia era quella: sempre dritto, non puoi sbagliare. Il giorno dopo quel cartellino rosso che ha fatto arrabbiare tutti, da Beppe Marotta («Il suo è stato un comportamento da biasimare: appena conosceremo l’entità della squalifica, scatterà anche la multa della società») a Walter Novellino («Io giustifico tutto ma è già la terza volta che succede: questa volta l’arbitro non c’entra niente»), si cercano di capire tante cose. La prima ti lascia un po’ perplesso, perché capita pure che Flachi, dopo il rosso di domenica, sia diventato il giocatore più espulso del campionato. Sono già tre volte, ha staccato tutti gli altri dopo l’arringa, poco convincente a Rocchi. Non è un bel record, proprio per niente. E’ il segnale che qualcosa non va, è stato un crescendo.
Vabbè, con il Siena si meritava un rigore eppure si è preso il secondo giallo. Il bis nel match con il Livorno (un mesetto fa) aveva lasciato più di un dubbio perché la prima ammonizione (la seconda fu per un fallo di mano) se l’era andata a cercare tutta protestando all’infinito con l’arbitro. Tre indizi fanno una traccia, i fattacci sono avvenuti sempre al Luigi Ferraris, un giocatore esperto come Flachi queste situazioni le dovrebbe gestire in un altro modo. Domenica poi ha esagerato di brutto, Rocchi gli ha sbattuto subito in faccia il rosso dopo una reazione verbale che il giocatore avrebbe dovuto e potuto evitare. Anche perché ha messo in difficoltà i compagni di squadra che stavano tentando l’ultimo assalto. E così ci ritroviamo con il genietto toscano che ha messo in scacco tutti ed è diventato l’uomo in rosso. Cosa piuttosto strana per un attaccante, che di solito dovrebbe essere quello che fa espellere gli altri. Quello che è successo potrebbe influire sul suo rinnovo contrattuale? La società non ha decisamente gradito, c’è più di un interrogativo sul suo futuro. E tre interrogativi fanno una certezza. Quello che è successo sarà analizzato attentamente quando la società affronterà con il suo procuratore il rinnovo contrattuale, sempre più lontano. Tanto che la Samp potrebbe essere costretta a cercare un altro numero dieci per la prossima stagione.
E’ un momento un po’ così, quello di Flachi, che si porta dietro anche quel traguardo. Che prima assomigliava ad un sogno. Che, ora, sembra l’incubo degli incubi. Che domani vorrebbe mettersi dietro le spalle, perché ormai vorrebbe toccare ferro quando dicono che quella domenica è quella giusta. Sono sempre 99 gol in maglia blucerchiata, Francesco Flachi quella sera toccò il cielo con un dito.
Mercoledì 18 gennaio, la Samp schianta la Fiorentina, lui fa un balzo straordinario, un centimetro dopo c’è un posto prenotato nella storia. Anche se qualcuno dice che sono 98 perché nel primo anno di serie B (Samp – Empoli uno a uno) una rete forse l’aveva realizzata Palmieri su un tiro proprio di Flachi. E’ passato più di un mese e del centesimo gol nemmeno l’ombra. Sembrava di rivedere un film già visto. Altri tempi, stessa maglia. Roberto Mancini impiegò due mesi e mezzo per arrivare a quel traguardo. Già, altri tempi perchè Bobby Gol era un pupillo di Mantovani, con lui non si poteva parlare di Mancini lontano dalla Sampdoria. Altri tempi, perchè adesso i giocatori vanno e vengono: è l’esempio di Max Tonetto. Ottimo acquisto, arrivato a costo zero dal Lecce, andrà via a costo zero. Andrà alla Fiorentina, sta firmando il precontratto. Perchè aspetta, aspetta, poi finisce così. E intanto i problemi aumentano, perchè a giugno sarà necessario trovare qualcun’altro: a costo zero ma che offre anche garanzie.