«Flashdance» con la brava Samarelli parte in tour

La Stage Entertainment, che da due anni imperversa anche da noi con le edizioni italiane di Mamma mia! e La bella e la bestia, ha varato con grande successo (a partire da Milano) la versione scenica di Flashdance. Dal 26 gennaio sarà a Trieste, poi proseguirà per Firenze e in varie altre città. È il famoso film dell'83 diretto dall'allora semisconosciuto Adrian Lyne che, dopo il rifiuto di due registi del calibro di David Cronenberg e Brian De Palma (il quale definì seccamente lo script «una storia degna dei cartoons di Hanna & Barbera»), fu sbrigativamente scritturato per garantire la messa a punto della fragile storia d’amore tra l’operaia Alex e il neocapitalista d’assalto Nick. Una pellicola che se lasciò attoniti i critici per l'esilità del pretesto narrativo, fu premiata al botteghino con incassi da record regalando un’effimera popolarità alla deliziosa ventenne Jennifer Beals. Per merito di chi? Per l’abilissimo mixage dell’accattivante colonna sonora di Giorgio Moroder, dei colori sgargianti da cartolina illustrata che raccontavano in sequenze di innegabile impatto emotivo quell’America in technicolor che si credeva estinta dall’epoca dei primi Cinemascope e soprattutto per la sceneggiatura. Che, ispirata alla favola di una Cenerentola di quartiere alla cui grazia non rimane indifferente un Paperone, una volta tanto impersonato da un agile e fotogenico boy rampante in carriera, fece dapprima piangere e poi rallegrare i più sensibili tra i cuori femminili. Come, almeno da noi, non capitava dagli indimenticabili tearjerkers a puntate di Luciana Peverelli. Fatte queste debite riserve, non si può fare a meno di considerare Flashdance film un illustre capostipite del genere larmoyant che, provvisto di un happy end edificante, ancor oggi fa sognare, stupire e divertire chi va a caccia, la sera, di sensazioni gratificanti. Puntualmente assicurate, come si conviene, dalla versione teatrale che mescola, come in un cocktail d'alta classe, struggenti melodie e strepitosi assoli di danza agiti dai più grandi professionisti del settore. Come si possono infatti dimenticare canzoni come What a feeling!, Manhunt e Gloria che non solo han fatto il giro del mondo ma che, a suo tempo, ci commossero fino alle lacrime? Oltre al dato tutt’altro che trascurabile di quei dodici splendidi new songs che imperversano lungo l'arco della serata... Ecco quindi snodarsi di nuovo con grazia infinita le famose sequenze di Alex che, dopo aver sudato in fabbrica di giorno, la sera si esibisce nelle più rapinose scorribande di anche e glutei che si possono immaginare sulla pista del Mawby’s. Prima di venir ammessa a quel Conservatorio di Pittsburgh che farà di lei una stella tutt’uno alle nozze con l’uomo che ama. In uno spettacolo rutilante di talenti a bizzeffe con un’autentica rivelazione di nome Simona Samarelli, un partner simpatico e scattante come Filippo Strocchi e un intero cast da capogiro che rallegra l'anima e il cuore.