Flavia e Nadia sorridono con la Befana

Hanno scelto il giorno della befana per prendersi la scena. Alla faccia di misogini auguri. La loro «epifania» sportiva ha diversi significati, ma uguale valore. In due parole. Rivincita e rinascita. Rispettivamente per Flavia Pennetta e Nadia Fanchini, che tingono subito di rosa il 2012.
La tennista dall’altra parte del mondo vendica la delusione patita agli Us Open e batte in meno di un’ora (6-1, 6-2) Angelique Kerber (ko invece la Schiavone a Brisbane, battuta più dal mal di stomaco che dalla Kanepi). Auckland non è New York, okkei, ma è un toccasana per Flavia cogliere la prima occasione per mettersi alle spalle la beffa che le costò la semifinale dello slam. «Quella partita non è stata facile da digerire. Stavolta ho tenuto sempre l’iniziativa, anche se tanti pensieri mi passavano per la mente». Ora in finale se la vedrà con la cinese Zheng Jie, n.48 del ranking. Dopo aver aperto il 2012 con la vittoria nel torneo esibizione di Singapore, può subito centrare un titolo e cancellare lo «zero» del 2011. Anno nuovo vita nuova.
Vale sicuramente per Nadia Fanchini, che ieri ha annunciato il suo ritorno alle gare. Due legamenti crociati rotti e due anni dopo l’ultima apparizione. Era il 31 gennaio 2010, St. Moritz: supergigante. Il suo sogno sembrava spezzato. Ma neanche il successivo crac a Cortina, l’ha abbattuta. Ci vuole ben altro per un’atleta capace, subito dopo il grave infortunio, di tranquilizzare e dare consigli sul tracciato alla sorella al cancelletto. «Ho l’ok per rientrare nel gigante di Maribor - spiega l’azzurra -. Prima volevo fare un paio di gare Fis, ma è meglio che mi riposi per preparare al meglio la gara. Sarà un giorno importante per me». L’appuntamento è fissato: 21 gennaio, Maribor. «Le sensazioni sono buone. Non sarà facile, ma ho una gran voglia di ritornare, di sentire la gara per poter ripartire». Niente male, sentirsi di nuovo sportivamente «viva» nell’anno della profezia Maya, che secondo alcune chiavi di lettura potrebbe semplicemente coincidere con la fine dell’età dell’Oro. Ma non ditelo alle donne azzurre, e alla Pennetta, che puntano i Giochi di Londra. Anche perché il segretario del Coni, Raffaele Pagnozzi, ha profetizzato: «Saranno le olimpiadi del sorpasso delle donne sugli uomini come ori vinti». Una rivoluzione a tinte rosa, l’unica ad alta probabilità di riuscita in questo 2012. Vezzali, Pellegrini e Pennetta. E Nadia Fanchini che riparte pensando a Sochi 2014, dopo aver «perso» Vancouver. Altro che Maya.