Flavio Albanese Il senso dell’amore, tutto in una notte

«Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che ci capitano soltanto quando siamo giovani, caro lettore». È l'incipit di Le notti bianche, un racconto lungo o un romanzo breve, questione di punti di vista, scritto negli anni giovanili da Fëdor Dostoevskij, tra le opere più dense di significati e di contenuti che la letteratura russa ricordi. Non solo per la tecnica narrativa, inconfondibile e straordinaria, ma anche per il suo essere stimolo continuo verso il lettore indotto con persuasiva naturalezza a riflettere, porsi domande, conoscere e capire: tanto se stesso come gli altri.
Il racconto che Dostoevskij ambienta nella Pietroburgo di metà Ottocento è alla base dell'ultimo spettacolo di Flavio Albanese, nel corso del quale il regista e attore barese racconta come nasce e finisce una particolare storia d'amore: quella tra un sognatore, un intellettuale senza storia e prigioniero delle proprie visioni, e il suo sogno (nello specifico: la giovane Nasten'ka).
Alla rappresentazione ospitata dal Teatro Libero, ben pensata e ancor meglio interpretata da un Albanese in versione mattatore, capace di dare voce, sentimento, vita e carne a tutti i protagonisti della vicenda e di far sorridere anche nei momenti più profondamente emozionanti e tristemente malinconici, fanno da controcanto le composizioni realizzate ad hoc e suonate dal vivo da un trio jazz di cui fanno parte il chitarrista Alberto Parmegiani, il contrabbassista Daniele Cappucci e il batterista Vincenzo Bardaro.
Le notti bianche.

Concerto per un sognatore
Teatro Libero, via Savona 10
Dal 13 al 22 marzo, ore 21
Tel. 02.8323126