Fleming: «Con Fiat piena intesa Ford già oltre Toyota in qualità»

nostro inviato a Olbia

«I fondi di private equity sempre più presenti nell’azionariato delle case? Si sta riempiendo un vuoto. Il settore si sta ristrutturando, anche a livello di fornitori, perciò a questi fondi si dà la possibilità di entrare in gioco e di poter contribuire al rilancio delle aziende. È positivo. Se nessuno fosse in grado di intervenire, probabilmente saremmo in una situazione nella quale molte società finirebbero in fallimento». John Fleming, presidente di Ford Europa, ha trascorso il fine settimana sulla Costa Smeralda al seguito del team impegnato nel Rally di Sardegna.
Il Giornale lo ha intervistato sui temi caldi del momento: la vendita di Chrysler al fondo Cerberus da parte di Daimler, la partnership con Fiat, le voci su un possibile disimpegno della famiglia Ford, i nuovi prodotti che la casa Usa si prepara a lanciare in Europa.
Qual è la sua opinione sulla fine delle nozze tra Daimler e Chrysler?
«È uno di quegli episodi che normalmente succedono nel settore industriale e non credo, per quanto io possa prevedere, che la cosa possa avere impatti sulla nostra azienda. Ford sta lavorando intensamente sulla ristrutturazione e per rimettersi in corsa».
E le voci sulla possibilità che la famiglia Ford sia sul punto di passare la mano?
«L’ho letto sui giornali e non so quanto queste notizie possano essere attendibili».
Il piano di ristrutturazione di Alan Mulally sta rispettando i tempi?
«Sì, se guardiamo i risultati del primo trimestre, il piano è perfettamente in linea con le previsioni. Mulally ci sta aiutando a raggiungere la giusta dimensione, a ridurre duplicazioni e sprechi. I primi risultati si cominciano a vedere».
Ford soffre negli Stati Uniti ed è in salute sul mercato europeo...
«A compensare in qualche modo le difficoltà ancora persistenti del gruppo ci ha pensato l’Europa dove i ricavi sono saliti da 6,8 a 8,6 miliardi di dollari. Speriamo di continuare a crescere anche per il resto dell’anno».
In futuro pensate di mantenere i nomi Fiesta e Ka?
«Stiamo entrando proprio ora nella fase di questa discussione, al termine della quale prenderemo una decisione».
Ford è preoccupata dell’imminente ritorno del marchio Alfa Romeo negli Stati Uniti?
«Personalmente, no. Comunque penso che più concorrenti ci sono in un mercato e più il lavoro diventa difficile. Quindi, il fatto che Alfa Romeo entri in un qualsiasi mercato renderà comunque difficile il lavoro a chi opera su quel territorio».
Potrebbero Ford e Fiat accordarsi affinché le vetture Alfa siano distribuite dalla vostra struttura Usa?
«Veramente non ne abbiamo ancora discusso. A parte l’accordo in corso in Polonia, tra noi e Fiat non c’è altro».
La sua opinione sui primi risultati della partnership con il gruppo di Torino...
«Fino a oggi siamo molto soddisfatti. La collaborazione è ottima, siamo contenti del processo di sviluppo e di come stanno andando le cose».
Che risparmi ha generato finora la joint venture Fiat-Ford?
«Non è stata ancora fatta una verifica dettagliata. Probabilmente non avremmo deciso di sostituire la Ka se non avessimo trovato qualcuno disposto a produrla insieme a noi. Sarebbe stato molto costoso realizzare una nuova auto per conto proprio».
Ha visto la nuova Fiat 500?
«No, ma ho visto le foto. Molto bella».
Con Fiat realizzerete altri modelli?
«Non voglio dire che in futuro non ci saranno altri modelli, ma in questo momento ci stiamo concentrando sulla Ka».
Sergio Marchionne ha detto che la Toyota è oggi il punto di riferimento della Fiat, in termini di qualità. Lo stesso vale per voi?
«In diverse aree Toyota è senz’altro un punto di riferimento in termini di qualità. Ma dovrebbe presto uscire un sondaggio sulla qualità che pone Ford davanti ai giapponesi. Nessuna “mission impossible”, dunque».