Il Fli «arruola» la Mussolini e scarica Gelmini e Carfagna

Ma che ci fa lì l’Alessandra? A vederla sulla prima pagina del finiano Secolo d’Italia, fra le figurine dei «30 del Pdl che starebbero bene con noi», sembra il gioco: trova l’intrusa. Mica per niente, solo per il sottotitolo: «Nel centrodestra senza bava alla bocca». Insomma, la Mussolini magari s’offende, epperò se pensi alla bava, politicamente parlando certo, lei è la prima che visualizzi. Rende l’idea, per dire, l’ultimo suo scontro con Mara Carfagna, fauci spalancate e quasi se la mangiava, l’esile ministra delle Pari opportunità. Eppure lei, Mara, alla faccia (dicono i maligni a causa) dell’amicizia con Italo Bocchino, è uscita dalla «lista di proscrizione al contrario» compilata ieri dal quotidiano di Flavia Perina. In buona compagnia, fuori della porta della «nuova destra» a la page, con Mariastella Gelmini, e sì che la sua riforma della Università aveva ricevuto il plauso di Gianfranco Fini.
E insomma passi Melania Rizzoli, che è pure amica della Perina. Passi Stefania Prestigiacomo, che ultimamente ha risposto per le rime mica all’ultimo dei ministri, ma a Giulio Tremonti. E pure Marcello Pera, se non altro perché sai mai che sia in cerca di poltrone, visto che, segnala il Secolo, «dal 2006 è stato messo da parte, che fine ha fatto?». E poi tutti quelli che abbiano segnalato almeno un mal di pancia, da Giancarlo Galan a Santo Versace a Beppe Pisanu.
Sì, ma l’Alessandra? «Intemperanze caratteriali a parte», scrive il Secolo, «la Mussolini ha dimostrato che per fare politica ci vuole stoffa. E lei, simpatica o antipatica che sia, ne ha da vendere». Sa di «lisciata» e a ben guardare non è l’unica. Ombretta Colli non solo da presidente della Provincia di Milano «ha fatto il suo lavoro egregiamente», ma «brilla di luce propria»; Stefano Caldoro da governatore della Campania «meriterebbe una medaglia al valore», «sa il fatto suo» e «conduce una coraggiosa battaglia»; Maurizio Sacconi il ministro del Welfare è «uomo pratico e pragmatico» che combatte «strenuamente». E via così lodando. Sarà mica un corteggiamento?