Fli e Udc all'attacco sulle nomine dei direttori sanitari

Landi di Chiavenna: "Se le prossime nomine dei 44 direttori delle aziende ospedaliere e delle Asl si limitasse a una spartizione di poltrone tra Pdl e Lega sarebbe
un grave vulnus. La scelta dei candidati dovrà rispondere a criteri di meritocrazia, di esperienza, di professionalità e di
assoluta integrità"

«Le prossime nomine dei direttori sanitari, e per conseguenza dei dirigenti e dei primari , non possono dipendere dalla lottizzazione politica ma dalla professionalità e dal merito, sulla base della trasparenza delle scelte. Quante volte si è detto, ora è il momento di farlo. Lo stesso vale per le nomine nelle società pubbliche locali e regionali e nelle Fondazioni pubbliche: non amici dei partiti e delle lobbies ma amministratori professionali indipendenti, scelti responsabilmente, dagli ordini professionali, dalle università e dalla società civile. Su questo tema lanciamo una campagna culturale e politica ed intendiamo promuovere un alto Comitato di Garanti». Così gli esponenti di Fli e Udc, Cristiana Muscardini, Giampaolo Landi di Chiavenna, Giuseppe Valditara, Pierluigi Mantini, Enrico Martora, Bruno Tabacci, Andrea Vento, Barbara Ciabò, tornano sulla vicenda delle nomine per la sanità regionale. «Vogliamo Milano luogo d’eccellenza e d’innovazione, che premi la professionalità, la capacità competitiva, il merito, le pari opportunità, i giovani, la trasparenza, la motivazione delle scelte e non le vecchie consorterie, dei salotti, dei partiti, degli affari. Vogliamo - concludono - una società aperta ed efficiente, non bloccata e clientelare. Non è un caso se abbiamo scelto questo primo tema per un’azione comune dei soggetti politici che vogliono costruire una nuova proposta di governo per Milano».

«Se le prossime nomine dei 44 direttori delle aziende ospedaliere e delle Asl - ha attaccato l’assessore alla Salute del Comune di Milano Giampaolo Landi di Chiavenna - si limitasse a una spartizione di poltrone tra Pdl e Lega sarebbe un grave vulnus. La scelta dei candidati dovrà rispondere a criteri di meritocrazia, di esperienza, di professionalità e di assoluta integrità dei certificati penali». A questo propostito Landi ha lanciato l’idea di istituire un comitato di garanzia, costituito dai rappresentanti degli ordini professionali, che esamini i profili dei candidati alla guida delle strutture sanitarie.