«Fli? Impensabile che un partitino detti le condizioni a Pdl e Lega»

Il governo «avrà la fiducia». Perché molti finiani, alla resa dei conti, non potranno tradire la fiducia dei cittadini che li hanno eletti nel Pdl e che «non vogliono lasciarsi defraudare da chi ha scelto di cambiare casacca». È ottimista Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo e anima del movimentismo del centrodestra e dei Promotori della Libertà che dallo scorso 4 dicembre, in tutta Italia, stanno raccogliendo le adesioni dei cittadini anti-ribaltone. «Quella che arriva dai gazebo – sottolinea – è una voce da tantissimi decibel, che non potrà non essere da monito ai parlamentari eletti nel centrodestra chiamati il 14 a votare la fiducia».
Ministro Brambilla, ci sono ancora margini di trattativa col Fli?
«Prima di tutto bisogna intendersi. Pensare che il Fli, un piccolo partito, possa dettare le condizioni a Pdl e Lega che, come dicono anche i sondaggi più recenti, hanno dalla loro parte la maggioranza degli elettori è a dir poco avventuroso. Il presidente Berlusconi e la Lega possono dettare le condizioni, non certo Fini».
E quali potrebbero essere le condizioni?
«L’unica condizione possibile, senza alternative, è che sia confermata la fiducia a questo governo. Fatto questo poi si potrà parlar anche d’altro, della necessità di rinforzare, con tutte le forze parlamentari che si dichiareranno disponibili, quel programma di riforme che eviti all’Italia una crisi come quella che sta colpendo tante realtà in Europa».
I finiani non vogliono le elezioni anticipate. Negli ultimi giorni hanno ammorbidito le loro posizioni.
«In queste ore l’unica vera novità è la crescita di imbarazzo dei finiani. Ed è logico. L’idea che il Fli si presenti affiancato a Pd e Idv nel tentativo di sfiduciare Berlusconi sta facendo venire i brividi a quei tanti parlamentari che non vogliono presentarsi agli elettori con una nuova casacca, che l’elettorato di centrodestra certo rifiuterebbe. Da qui i tentativi in extremis per uscire dal vicolo cieco in cui si sono cacciati».
E gli elettori del Pdl stanno facendo sentire la loro voce, nei gazebo dei Promotori della libertà. Come sta andando?
«Benissimo, dai cittadini è arrivato un grandissimo riscontro. È una voce sola: no a un governo alternativo a quello guidato da Berlusconi e no al tradimento del voto popolare al centrodestra nel 2008. C’è poi un numero incredibile di cittadini che si sono fermati nei gazebo a chiedere lumi. Molti, stupiti, ci dicono: “Ma state facendo così bene, perché una mozione di sfiducia?”. I cittadini non comprendono i giochi di palazzo, oltretutto in un momento in cui c’è bisogno di stabilità».
Il clou nei gazebo si raggiungerà sabato e domenica prossimi.
«Sì, sono previste iniziative nelle piazze e nei teatri di tante città italiane e, soprattutto, una massiccia presenza di gazebo in ogni angolo del Paese. Il presidente Berlusconi preparerà un messaggio audio diretto agli italiani, che sarà diffuso in ognuno di questi punti di incontro con la gente. Una cosa del genere non è mai stata fatta, e credo sia il modo più efficace di comunicare per il nostro carattere di partito democratico, basato sul rapporto diretto tra il leader e il cittadino».
Le iniziative di sabato si svolgeranno contemporaneamente alla manifestazione del Pd a Roma. L’opposizione si batte prima in piazza e poi martedì in Aula?
«Si tratterà di vedere quale tipo di protesta salirà dalla loro piazza. Forse quella contro la leadership di un Partito democratico che, oltre a non avere saputo proporre un programma che potesse contribuire alla soluzione dei problemi del Paese, ha anche causato lo sfilacciamento dei suoi consensi. La nostra manifestazione, invece, ha l’obiettivo di porre fine alla campagna di mistificazione messa in atto da mesi e di dare la possibilità ai cittadini di difendere il proprio voto. E non sarà in una sola piazza: noi saremo in tutta Italia. È indispensabile che a questo redde rationem partecipino in prima persona gli elettori».
Se la sente di fare un pronostico? Che quadro politico si ritroveranno gli italiani il 15 dicembre?
«Noi avremo la fiducia e andremo avanti. Non ho preoccupazioni per il destino del governo».