Fli: offerta ad Albertini, Fini ci prova

Il presidente della Camera oggi a Milano per un comizio al Derby con i
fedelissimi incontrerà l’ex sindaco. Dopo il presidente del Consiglio
comunale Palmeri entra in Futuro e Libertà l’ex assessore e deputato
Maiolo

Gli organizzatori puntualizzano che la location è un teatro a tutto tondo, non (solo) il regno del cabaret. Excusatio non petita. Oggi il presidente della Camera Gianfranco Fini sale sul palco del Derby di via Mascagni, a due passi da San Babila, per il primo comizio milanese da leader di Futuro e Libertà. Prima, due incontri con aspiranti futuristi. Al centro dell’attenzione quello con l’ex sindaco Gabriele Albertini, che i finiani vorrebbero arruolare nella corsa per le Comunali sparigliando le carte sia a destra che a sinistra. Se sarà attrazione fatale, forse si saprà solo dopo le primarie del 14 novembre. Albertini si fa corteggiare ma è improbabile che si sbilanci prima che sia chiaro lo sfidante del centrosinistra. Un punto a favore del passaggio a Fli, è l’ingresso del presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri. Una prova, ha ammesso l’ex sindaco, che i futuristi non sono un partito del sud, ma difenderanno le riforme che stanno a cuore al nord a cominciare dal federalismo. Nel tardo pomeriggio Fini incontrerà l’ex assessore Tiziana Maiolo, silurata dal sindaco Letizia Moratti e pronta a ufficializzare il salto sul carro dei futuristi. C’è stata qualche resistenza tra i neo-colonnelli di Fini, ma è arrivato il via libera. Alla fine conta ingrossare le fila. E allora: è pronto ad allungare la lista l’altro ex assessore cacciato dalla Moratti, Paolo Massari. E in settimana dovrebbero aderire alcuni consiglieri di zona ex Fi. Fini salirà sul palco alle 18.30 dopo gli interventi dell’eurodeputato Cristiana Muscardini, il senatore Stefano Valditara, l’assessore comunale Giampaolo Landi di Chiavenna e il capogruppo alla Camera di Fli Italo Bocchino. I militanti milanesi accoglieranno il leader con t-shirt arancioni in ricordo della rivolta ucraina del 2004. Una scelta che sfida la sorte, visto che restando nei confini milanesi è il colore che contraddistinse la campagna (persa) del centrosinistra contro Formigoni nelle regionali 2005. Lo slogan "Fini per Milano" campeggerà su magliette, i cappellini e sullo striscione all’interno del teatro. Organizzato un servizio d’ordine all’interno: nei giorni scorsi gli ex missini milanesi hanno annunciato un’ "accoglienza goliardica" a Fini ("faremo sentire chiara la nostra voce").
Non è previsto un incontro tra Fini e il sindaco Moratti. Che invece a Palazzo Marino riunirà alle 12 prima i coordinatori e capidelegazione del Pdl e poi allargherà il vertice a Lega e Udc. Sotto la lente il caso Palmeri, dopo che una parte del partito lo ha invitato a dimettersi da presidente dell’aula. Ma è difficile che la richiesta in questo momento vada fino in fondo: con una maggioranza in questo momento ingestibile e il Pd e Udc pronti a votare la fiducia per Palmeri, il rischio è che venga riconfermato coi voti dell’opposizione. E si aprirebbe un caso politico a pochi mesi dalle elezioni. Un’altra vicenda rischia di turbare la giornata del Pdl: oggi i giudici si esprimeranno sul rinvio a giudizio dell’ex assessore Guido Manca e del consigliere Stefano Di Martino, indagati per abuso d'ufficio nell'inchiesta sui finanziamenti pubblici all'associazione italo-cinese Alkeos. La giunta ha votato di costituirsi parte civile, scatenando la rivolta dei due consiglieri ("non voteremo più delibere"). Un ritiro del provvedimento, in caso di rinvio a giudizio, sarebbe ormai fuori tempo massimo.