Fli perde un altro pezzo: anche Barbareschi lascia Fini è sempre più solo

Abbandona anche l'ideatore del nome del movimento di Futuro e Libertà per l'Italia. Dopo i contrasti con il presidente della Camera e settimane di incertezza Barbareschi si iscrive al gruppo misto a Montecitorio

Roma - Dopo settimane di tira e molla alla fine se n'è andato anche lui. Luca Barbareschi lascia Fli e quel Fini che gli aveva dato del "pagliaccio" lanciadogli una penna durante una riunione a porte chiuse del gruppo "futurista". L'ideatore del nome del nuovo movimento abbandona.  Barbareschi lascia il gruppo parlamentare di Fli alla Camera dei deputati. Aderirà al gruppo misto.

Le ragioni "Ho atteso fino a oggi sperando che da parte del vertice di Futuro e Libertà ci fosse uno scatto di orgoglio, che ci riportasse allo spirito e soprattutto alle intenzioni di Bastia Umbra; viceversa constato ancora una volta che non si vuole affrontare il problema determinante, cioè come condizionare all’interno dello stesso centrodestra una nuova fase di governo e di come affrontare le nuove sfide del nostro Paese" dice Barbareschi spiegando i motivi che lo hanno indotto a lasciare il Fli. "La mia pressante richiesta di chiarimento che va avanti da mesi - continua Barbareschi - è rimasta inevasa, mentre continuano sui giornali le accuse di tradimento e i peggiori strali verso coloro che esprimono dubbi o dissenso, dopo che sono stati eletti i vertici del nascente partito senza alcun metodo condiviso. Continua purtroppo il gioco di scaricare sugli altri le proprie responsabilità, da una sinistra che dice che Berlusconi è il male peggiore a un corretto di Fli che dice che è tutta colpa dei soldi di Berlusconi e tenta una nuova piazza Loreto costruita su di un moralismo ridicolo, dimenticandosi che proprio tre mesi fa qualcuno si propose come vicepresidente del consiglio di Silvio Berlusconi. A buon intenditor poche parole e a proposito di coerenza. Questo modo di intendere la politica non mi appartiene, così come è distante dal mio modo di essere cercare soluzioni ai problemi politici per vie giudiziarie, chiedendo ai giudici di fare quel lavoro che non si riesce con la normale dialettica democratica".

Bene Renzi "A questo proposito mi sembra corretto l’intervento del Pd Rienzi. Abbiamo ottimi ministri. Tutto è migliorabile ma all’interno del centro destra con un patto verso gli elettori che dobbiamo rispettare. Ho dato a Fini passione e lealtà per quasi vent’anni. Regalandogli rapporti con persone di ottimo livello e con i quali condividevamo un processo politico interessante e leale. Vorrei ricordargli che i pagliacci spesso fanno ridere, ma sotto il trucco pesante si nasconde lealtà e sensibilità anche verso il piccolo circo a cui si appartiene. Basta sciacquare la faccia e il gioco è finito. I trasformisti invece rimangono vittime di una coazione a ripetere e uno dopo l’altro si libereranno dei loro compagni di viaggio. Il meccanismo lo conoscevo ma speravo non riaccadesse. Spiace".

Il futuro "I problemi che attendono il Paese sono pressanti, e lo saranno ancor più nei prossimi mesi, credo dunque che fuori da sterili contrapposizioni il mio contributo possa essere meglio espresso all’interno del gruppo misto, al quale voglio andare lasciando i colleghi di Futuro e Libertà, che hanno intrapreso una strada nella quale non mi riconosco. Lusinghe per non lasciare il Pdl ci furono già a settembre, il mio passo indietro non è determinante alla luce di quanto sta accadendo, è solo un ulteriore segnale di un disagio diffuso. Dispiace lasciare tanti amici e compagni di viaggio con i quali avevo condiviso un sogno, che per quanto mi riguarda rimane sempre vivo ma se creato nell’area che ci appartiene: il centro destra" conclude il deputato.