Il flop del nuovo show di Funari

Negativo debutto nel sabato di Raiuno: soltanto il 17 per cento di share. Il telepredicatore: "Cugia mi ha imbavagliato, ora faccio come dico io"

Milano - Il Jack Folla «de noantri» non è piaciuto. Quel mix di paillettes alla Ballandi, invettive pacifiste ed ecologiste alla Celentano e ultimi desideri stile Alcatraz, ha fallito. Certo, è fin troppo facile commentare che sabato sera non è cominciata l’Apocalisse del mondo, ma quella di Gianfranco Funari, Diego Cugia e Fabrizio Del Noce. Però i dati parlano chiaro e, quando sono così bassi, diventa difficile giustificarsi appellandosi al tentativo di sperimentare una tv di qualità. Dunque, il tanto atteso, invocato, temuto, ritorno di Funari in Rai è stato un flop, almeno dal punto di vista degli ascolti. Il responso dell’Auditel: 17,11 per cento di share con una media di ascolto di 3 milioni 143mila spettatori, molto al di sotto degli obiettivi di rete di Raiuno che sono tra il 24 e il 25 per cento. Il concorrente, Gerry Scotti, su Canale 5 ha registrato il doppio: 34,11 per cento pari a 6 milioni 48mila spettatori. Detto in soldoni: la «ggente», quella che Funari ha inseguito per tutta la sua carriera e quella che resta (nonostante il caldo e il ponte del Primo maggio) davanti alla Tv il sabato sera (i giovani se la danno a gambe) ha preferito di gran lunga i dilettanti allo sbaraglio piuttosto che le invettive populiste di sor Gianfranco. Concetto riassunto da Gerry con un lapidario: «La gente ai tromboni ha preferito le trombette!». La Corrida, contro Apocalypse show, ha superato pure se stessa, avendo una media (già molto alta) del 31 per cento.
Insomma: alla sera di un giorno di festa, il pubblico non ha voglia di stare a sentire prediche sulla fine del mondo e sul dramma della siccità oppure il programma inventato da Diego Cugia è tutto sbagliato? Ieri, i commenti, si sprecavano. In effetti lo show è sofisticato, ha un suo racconto, una grande scenografia, dei momenti divertenti garantiti da Fabio De Luigi (ottimo nell’imitazione di Lucarelli). Tanto che gli ascolti mostrano un aumento del pubblico più istruito rispetto a quello solito di Raiuno. Ma Funari era imbavagliato: ci si aspettava il trascinatore, l’urlatore, l’accusa contro i potenti. Altrimenti, perché riesumarlo dalle tv locali? Invece ha sparato delle cartucce a salve cercando di imitare Celentano senza avere l’autorevolezza di Celentano. Assente il picconatore Cossiga, alla fine ha intervistato se stesso, in un pezzo di tv risultato patetico. Lui stesso se ne è reso conto tanto che in serata, dopo una giornata di silenzio, ha scaricato poco elegantemente la colpa sull’autore Cugia: «I testi di Cugia mi hanno perfino commosso - ha detto -. Ma scrivere i testi è una cosa, fare una trasmissione è un’altra. Una forte discussione che ci ha diviso era proprio basata su come veniva realizzata la trasmissione. Ho in mente nuove idee». Come a dire: la prossima volta dirò quello che mi pare. Cugia, invece, si è assunto la responsabilità dei bassi ascolti, lungi però (è leggendaria la sua forte autostima) dal fare una minima autocritica. «A parte qualche sbavatura - ha detto - Apocalypse Show lo rifarei identico. Rispetto ai dati la responsabilità è mia. E comunque se finisse il mondo, salverei Apocalypse Show». Anche il direttore di Raiuno del Noce continua a credere nel progetto: «È un programma innovativo che alterna momenti tipici del varietà ad altri di riflessione. Il metro di giudizio non può essere quello che si applica a un varietà tradizionale. Contiamo in una maggiore adesione del pubblico nelle prossime puntate». In sostanza, non si chiude, ma da oggi parte un lungo litigio su come modificare lo show.