La flora ligure diventa un libro

«Valori e rarità della flora ligure» è il titolo del libro uscito in questi giorni nelle librerie per tutti gli appassionati del verde della nostra regione, in cui si trova un quarto della flora europea. Nel continente infatti si contano circa dodicimila specie indigene fra piante e fiori; di queste ben seimila solo in Italia, e tremila più precisamente in Liguria. Il libretto, edito da Le mani-Microart’s conta 127 pagine in un formato che l’assessore all’Ambiente Franco Zunino ha definito «tascabile», in modo tale che chiunque lo desideri «lo possa portare con sé per riconoscere le piante che ha di fronte». Zunino, insieme a Mauro Mariotti, docente all’università di Milano, ha più volte sottolineato l’importanza della difesa e della valorizzazione del patrimonio floristico ligure, anche attraverso la conoscenza delle specie di grande interesse botanico, biomedico, culinario e per la medicina popolare.
Questo libro arriva dopo venti anni di silenzio editoriale sulla flora regionale, e si è pensato di colmare il vuoto, tenendo presente i molti aspetti cambiati in questo arco di tempo: i tipi di piante, la loro distribuzione e le normative regionali. Anzi, alla legislazione locale a partire dal 1992 si è aggiunta la direttiva comunitaria «Habitat», per la realizzazione di Rete natura 2000, che riunisce le zone di maggior importanza botanica (e la Liguria vi partecipa con cento siti). Occorre però tener presente che molte delle piante considerate sono in via d’estinzione, o in grave pericolo, non tanto per la raccolta da parte degli uomini, quanto per «le condizioni del territorio, dell’inquinamento, o di programmi di protezione di alcune specie di animali come i gabbiani e i cinghiali che ne alterano l’habitat», sottolinea Mariotti. Inoltre, per garantire la sopravvivenza di alcune specie, gli autori del libro - Mariotti ne ha scritto i testi, riducendoli all’essenziale - omettono la zona in cui è possibile localizzarle; di molte, oltre che indicare la direttiva o la legge che le riguarda, viene indicato il grado di presenza (dall’estinzione, al «minor rischio», passando per «specie minacciata» e «vulnerabile»). Hanno la precedenza le piante rare e quelle che hanno assunto un significato culturale, o legate alla storia della botanica perché scoperte da scienziati liguri, o per il fatto di essere dedicate ad alcune delle nostre località: per esempio la peverina di Voltri, lo zafferano ligure, catalogato per la prima volta da Mariotti, la ginestra di Genova, la campanula del savonese, la cui esistenza è peraltro minacciata.
Molti degli esemplari descritti sono anche velenosi, come l’aquilegia alpina e quella di Bertoloni - entrata nell’interessa biomedico perché in grado di assorbire metalli pesanti -, ma tutte meritevoli di protezione, alcune anche di cure costanti.