Florencio Arnaíz Cejudo & C.

Si tratta di tre frati laici appartenenti alla Società di Maria (Marianisti), uccisi nel 1936 dai miliziani spagnoli. Florencio Arnaíz Cejudo aveva ventisette anni. Figlio di modesti contadini, era nato nel 1909 a Espinosa del Cerrato, in quel di Palencia. Nel 1926 entrò nei Marianisti a Elorrio e fu mandato a insegnare nel collegio che i religiosi tenevano a Jerez. Cinque anni dopo fu inviato a Madrid, nel collegio del Pilar. Era lì quando si scatenò la caccia al cattolico. Con due confratelli e due religiosi domenicani trovò rifugio in casa di una famiglia amica. Ma il 13 settembre una soffiata li fece tutti arrestare. Furono rinchiusi nel carcere di San Bernardo e l’indomani portati fuori città. Vennero fucilati lungo la strada del Pardo. Sabino Ayastu Errasti, venticinque anni, era un basco di Otala-Selay, nato nel 1911 ed entrato nella stessa congregazione insegnante nel 1928. Insegnò a San Sebastian, Escoriaza e Madrid. Aveva intenzione di diventare sacerdote e stava per laurearsi quando scoppiò la guerra civile. Fu ucciso insieme ai confratelli e ai due domenicani. Il terzo marianista si chiamava Joaquín Ochoa Salazar, ventisei anni. Era nato a Villanueva de Valdegovia, dalle parti di Alava, nel 1910 e anch’egli era entrato tra i marianisti di Elorrio (come anche l'Errasti) nel 1928. Fu collega dell’Errasti a Escoriaza e Madrid. Gli mancava solo di discutere la tesi di laurea. Ma gli toccò scappare, come gli altri, per trovare asilo presso la famiglia di cui abbiamo detto. Aveva fatto la professione perpetua dei voti religiosi solo l'anno prima.