Per Flores d'Arcais la rivolta di Camus oggi sarebbe contro Berlusconi

di Giovanni Sallusti

«Una questione che cercava la sua risposta». Questo era Albert Camus per l’amico-rivale Jean-Paul Sartre. Ora, Paolo Flores d’Arcais aggiunge una sfumatura. Il direttore di Micromega, nonché ideologo del dipietrismo, suggerisce che Camus oggi troverebbe la sua risposta proprio nella politica dell’ex pm. È il non detto che cova tra le righe di Albert Camus filosofo del futuro (Codice edizioni, pagg. 62, euro 9), appena uscito per il cinquantennale della morte dello scrittore francese.
Flores d’Arcais parte con i tradizionali temi camusiani, l’inaggirabile finitudine umana e l’assurdità esistenziale che l’accompagna. Ma da subito ne attua un’inedita torsione «giustizialista», insistendo che «un’esistenza priva di necessità in un mondo privo di scopi è un’esistenza per necessità giudicante». E in senso strettamente tecnico: «L’uomo, cioè ogni uomo, padrone e signore della norma». Inizia a stagliarsi, dietro l’elegante profilo di Camus, quello più rustico di Tonino Di Pietro. Per l’autore de Lo straniero l’unica cartuccia che l’uomo ha a disposizione contro l’assurdo è la rivolta. Ma, aggiunge l’esegeta Flores, «perché la rivolta venga ad esistenza è necessario che possa venir formulata la domanda sulla giustizia». La rivolta di Camus assume allora i contorni di una perenne ansia giudicante, un «decretare» su tutto e su tutti. Su alcuni più di altri, però. I negatori della rivolta sono, per Camus, coloro che chiudono gli occhi di fronte all’assurdo e, sulle orme di Hegel, danno una patente di razionalità alla realtà, anche politica. In questo modo, però, incespicano in una «metafisica del successo». Che Flores riassume così: «Chi ha vinto, per il solo fatto che ha vinto, è l’Unto del Signore, sta realizzando l’Umanità». Ecco: se il polo positivo è il magistrato «signore della norma», quello negativo è Lui, l’Unto del Signore, insomma l’oscuro Cavalier Berlusconi contro cui il redivivo Camus lancerebbe i suoi strali...
Forzatura polemica? Nella tavola rotonda su Camus riportata nelle ultime pagine, è Flores stesso a scoprire le carte. Disquisendo dell’eredità politica dello scrittore, dichiara: «Tutto questo è parte essenziale della nostra attualità europea (e non solo attualissima nelle vicende italiane). In Italia viviamo il problema della “eclissi della democrazia” in modo particolarmente acuto...». La ragione, ovviamente, sta tra le mura di Arcore. Senza dimenticare l’altro lascito del Camus secondo Flores: «Si tratta della critica - assai severa e perfino molto dettagliata - del funzionamento della politica dei partiti». In Italia ci fu qualcuno «assai severo» con il sistema dei partiti nato dal dopoguerra. Tanto che lo rase al suolo, eredi di Togliatti esclusi. Un magistrato che poi in politica ci entrò.