Fluidificazione, via alla fase 2. Ma i vigili non ci stanno

Marucci (Ospol): «Il Comune non assume e ci chiede di fare altri straordinari»

Michela Giachetta

Fluidificare il traffico nelle zone più critiche della città. Che tradotto significa renderlo scorrevole, agevole. Fluido, appunto. Attraverso maggiori controlli della polizia municipale e attraverso il potenziamento delle corsie preferenziali. È questo l’obiettivo del progetto varato dal Comune di Roma lo scorso aprile. Da lunedì partirà la seconda fase, che andrà avanti fino al 30 giugno e che interesserà viale Regina Margherita, nel tratto fra piazza Ungheria e via Morgagni, il lungotevere, nella zona compresa fra lungotevere Aventino e Arnaldo Da Brescia e in direzione opposta tra lungotevere Michelangelo e lungotevere Ripa, e via Tiburtina, nel tratto fra via Galla Placidia e via di Pietralata. Per un totale di 15 chilometri di strade che si vanno a sommare agli altri 17 messi sotto controllo nella prima fase del progetto. Saranno 180 i vigili urbani impiegati nella seconda fase di intervento, per la quale il Comune ha stanziato circa 2 milioni e 250mila euro. La presenza sul territorio della polizia municipale garantisce maggiori controlli: si dovrebbero così avere un passaggio più veloce dei mezzi pubblici e la limitazione del parcheggio in doppia fila o nelle zone riservate alle fermate degli autobus e al carico-scarico delle merci.
Gli addetti al traffico, però, saranno costretti a fare gli straordinari, coprendo turni di 10 ore fra mattina e pomeriggio. «Nessuna costrizione - puntualizza il comandante della polizia municipale, Aldo Zanetti -. I vigili potranno scegliere di fare gli straordinari come e quando vogliono. Facendo cinque ore dopo le loro normali sette ore di lavoro o, se preferiscono, facendone otto in uno dei loro due giorni liberi». «Si tratta di un impegno aggiuntivo per noi - continua Zanetti -. Questo non vuol dire però che non assicureremo comunque il controllo giornaliero per i circa 160 incroci strategici della città che già controlliamo».
Di parere contrario il presidente dell’organizzazione sindacale delle polizie locali (Ospol), Luigi Marucci: «Siamo già carenti di oltre 3mila unità. Nel 2006 andranno in pensione altri 500 vigili. In questa situazione non riusciamo più a garantire servizi essenziali come il controllo all’uscita delle scuole - continua Marucci -. Figuriamoci cosa significa fare altri straordinari, arrivando a stare per strada anche 12 ore. È una cosa improponibile». Improponibile, secondo Marucci, è anche questo nuovo progetto varato dall’amministrazione: «Il Comune dovrebbe investire sulle nuove assunzioni - aggiunge il presidente dell’Ospol -. Invece, proprio sul finire del 2005 è stato bandito un concorso per 300 posti. Le domande presentate sono state 80mila». Se la mancanza di personale è il problema fondamentale, Marucci dichiara che anche altre sono le carenze dell’amministrazione, che «dovrebbe utilizzare strumenti più idonei per la fluidificazione del traffico, come, ad esempio, impianti semaforici rinnovati o quanto meno sincronizzati fra loro». Ma soprattutto non dovrebbe far ricorso allo strumento dello straordinario dei vigili. «Lo straordinario, lo dice la parola stessa, - conclude Marucci - è tale se usato nelle situazioni al di fuori dell’ordinario che possono accadere all’improvviso. Lo straordinario programmato, qual è quello previsto nel piano di fluidificazione del traffico, è vietato dalla legge. È una cosa che non esiste». A Roma, da lunedì, sì.