Fmi all'Italia: Pil e conti ok, contenere la spesa

Roma - Economia in salute, conti in ordine. Il rapporto di primavera del Fondo monetario internazionale promuove l'Italia, ma avverte: ora bisogna contenere la spesa e rilanciare la produttività per rendere sostenibile il risanamento. Nel dettaglio, il "World economic outlook" stima che il Pil crescerà dell'1,8% quest'anno e dell'1,7% il prossimo, rispettivamente lo 0,5% e lo 0,3% in più rispetto a quanto previsto a settembre scorso. Il deficit, secondo gli esperti di Washington, dovrebbe invece fermarsi al 2,2% del Pil a fine 2007, praticamente dimezzato rispetto al 4,4% del 2006, per poi risalire leggermente al 2,4% nel 2008, senza tuttavia calcolare eventuali manovre e comunque ben al di sotto del tetto del 3% fissato dal trattato di Maastricht.

Ma dal Fondo arriva anche un forte invito a non abbassare la guardia. "La crescita modesta e l'indebolimento della competitività", avverte il rapporto, "rinforzano le preoccupazioni sulla sostenibilità dei conti". E più in generale, si aggiunge con riferimento a tutte le economie avanzate, "attenzione deve essere prestata al contenimento della crescita della spesa, che l'esperienza ha dimostrato essere il sentiero più valido per il risanamento". Al contrario, registrano a Washington, il buon risultato registrato dai conti di molti Paesi di Eurolandia tra 2006 e 2007, con Germania e Italia particolarmente virtuose, sembra "radicato per la maggior parte nella brillante crescita delle entrate piuttosto che in un più stretto controllo delle spese". E dunque "rimane incerto quanto del miglioramento sia ciclico e quanto sarà permanente".

Per il momento, comunque, la cura sembra funzionare e le stime del Fondo sull'Italia prevedono anche un calo del rapporto tra debito e Pil che dovrebbe risultare pari al 106% alla fine di quest'anno e al 105,3% alla fine del 2008. Sotto controllo l'inflazione, destinata a scendere al 2,1% nel 2007 e al 2% l'anno prossimo. Bene il tasso di disoccupazione che il Fondo prevede attestarsi al 6,8% in entrambi gli anni considerati. Fermo al 2,2% sia nel 2007 che nel 2008 il disavanzo corrente.

Utilizzare le entrate in più per ridurre il debito L'extragettito derivante dall'aumento delle entrate fiscali deve essere utilizzato "per il consolidamento del deficit e la riduzione del debito pubblico, che sembra ancora troppo alto". E' l'invito di Timothy Callen, componente dello staff del Fmi che ha elaborato l'outlook primaverile.