Fmi: "Crescita mondiale negativa nel 2009" Ue: "Grave incertezza"

Riuniti in Tanzania i ministri
delle Finanze e i governatori delle banche centrali per prospettare strategie anticrisi. Previsioni nere da Bruxelles: "Recessione". Via libera dell’Ecofin al programma di Stabilità italiano

Dar es-Salaam - "La crescita mondiale potrebbe essere negativa nel 2009, per la prima volta da decenni", ha ammonito oggi il direttore del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, in apertura del vertice di Dar es-Salaam, in Tanzania, dove sono riuniti i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali dei 53 Paesi africani per tentare di prospettare strategie anticrisi per il contintente.

Pil mondiale negativo "Il Fondo monetario internazionale prevede una crescita mondiale sotto lo zero quest’anno, la prestazione peggiore che la maggior parte di noi ha mai visto", ha detto Strauss-Kahn nel suo intervento di apertura del vertice organizzato in Tanzania sull’impatto della crisi in Africa. Il continuo peggioramento della situazione finanziaria globale "associato a un crollo della fiducia delle famiglie e del mondo degli affari mina la domanda interna in tutto il mondo", ha aggiunto. Già il mese scorso, il direttore del Fmi aveva previsto che la crescita mondiale nel 2009 sarebbe stata vicina allo zero.

Milioni di africani a rischio povertà La crisi finanziaria mondiale rischia di far precipitare a breve nella miseria milioni di africani e di innescare nuove violenze, se non addirittura conflitti, nel continente. "La nostra riunione cade in un momento critico della storia per l’Africa - ha detto il numero uno del Fondo - la crisi finanziaria mondiale, che ora si può definire come grande recessione, fornisce un fondale scuro alla nostra conferenza. Anche se la crisi è stata lenta a raggiungere le coste africane, sappiamo tutti che sta arrivando e che il suo impatto sarà duro". Il direttore del Fmi ha quindi ricordato il crollo degli scambi commerciali e la diminuzione delle rimesse, degli investimenti esteri e degli aiuti che stanno colpendo il continente. L’istituzione finanziaria mondiale prevede nel 2009 un tasso di crescita di circa il 3% per l’Africa, molto lontano dal 5,4% registrato in media nel 2008. "Anche questo dato potrebbe rivelarsi ottimistico se la crisi peggiora", ha ammonito Strauss-Kahn, insistendo quindi sulla necessità di risposte urgenti per l’Africa, dove le variazioni dei risultati economici sono una questione di vita o di morte. "La minaccia non è soltanto economica - ha detto - c’è il rischio certo che milioni di africani sprofondino nella povertà. Non si tratta soltanto di proteggere la crescita economica o il reddito delle famiglie, ma di contenere anche la minaccia di violenze civili, forse anche di una guerra".

Via libera al piano stabilità Via libera dell’Ecofin al giudizio sul programma di Stabilità italiano. Per i ministri delle Finanze Ue inoltre il piano anti-crisi è "adeguato" e "coerente" al piano Ue per il rilancio dell’economia. Per il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, il rapporto approvato oggi dall’Ecofin sul programma di stabilità dell’Italia "è fortemente positivo anche rispetto ad altri paesi Ue". Nel corso della conferenza stampa al termine della riunione Tremonti ha spiegato: "Il bilancio della Repubblica italiana per il 2008 chiude bene ed è già molto, nel 2009 vedremo". Il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, nel corso della conferenza stampa con Tremonti, ha ricordato come nel corso della riunione si sia "discusso dei programmi di stabilità di vari Paesi tra cui l’Italia" e che "il programma italiano è stato approvato con osservazioni positive, che ricordano come l’Italia abbia messo in campo manovre assolutamente in linea con i predicamenti europei".

L'allarme di Bruxelles Il 2009 sarà "un anno di recessione economica" e nel complesso persiste un «elevata incertezza, in particolare per le prospettive per il 2010". È quanto si legge in documento di lavoro del Consiglio Ecofin secondo cui "ci sono ripercussioni negative sia sull’economia reale sia sui mercati finanziari". Nel documento si legge che l’Unione monetaria "sta aiutando a far fronte alle turbolenze finanziarie" ma "ci sono sostanziali persistenti divergenze tra i Paesi e per questo la flessibilità complessiva del mercato deve essere accentuata e servono misure specifiche per ripristinare la competitività dei prezzi".