Fmi La crisi non ha ancora colpito l’economia reale

Gli effetti della crisi sull’economia reale «devono ancora arrivare». A mettere in guardia contro l’emergenza economica mondiale è stato ieri il numero uno del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn. Per l’economista «il 2009 sarà certamente un anno piuttosto cattivo per la crescita, e non solo per le economie avanzate, ma anche per quelle emergenti». Da qui l’invito rivolto ai Paesi sviluppati a mettere in opera i piani di rilancio che hanno annunciato e a evitare ogni forma di protezionismo, che «può rientrare dalla porta posteriore, in particolare nel settore bancario», piuttosto che manifestarsi con l’imposizione di tasse doganali elevate sui prodotti importati. Il Fondo monetario internazionale, poi, vuole farsi garante nei confronti dei Paesi in difficoltà, per questo ieri si è chiusa la trattativa con il Giappone che prevede un prestito di 100 miliardi di dollari da parte di Tokyo al Fondo che poi potrà «girarlo» a governi in crisi più profonda. Intanto tutte le autorità economiche mondiali aspettano l’approvazione definitiva del pacchetto di stimoli voluto da Obama. Dei 789 miliardi, circa il 38% andrà in sgravi fiscali, il 24% alla spesa e il 38% agli aiuti. La voce più consistente del capitolo spesa dovrebbe essere i 29 miliardi destinati alla costruzione e all’ammodernamento di strade e ponti. La prossima settimana, inoltre, Obama illustrerà il pacchetto-casa, destinato nelle intenzioni a contenere l’emorragia di pignoramenti. JP Morgan e Citigroup hanno deciso di congelare il sequestro degli immobili fino alla presentazione del piano.