Fmi: "Crisi peggiore dal 1930. E' recessione"

Secondo le stime Eurostat sul secondo trimestre del 2008, il
pil della zona euro ha ceduto lo 0,2%. L'Fmi: "Nel 2009 Italia in recessione con Spagna, Irlanda e Gb". Bankitalia è preoccupata per l'inflazione che sale al 3,7%. E' panico tra gli investitori

Bruxelles - La contrazione trimestrale apre ai timori di un inizio di recessione. La crescita del pil nell’Eurozona scende a -0,2% nel secondo trimestre rispetto al primo, mentre in Italia scende dello 0,3%. E' la seconda stima di Eurostat che conferma per l’Eurozona la prima stima di inizio settembre. Nel primo trimestre i tassi di crescita sono stati dello 0,7% e dello 0,6%; la prima stima per la Ue relativa al secondo trimestre era di crescita a -0,1% contro quota zero della seconda. Nel secondo trimestre 2008 eurozona all’1,4%, ue a 2,1%.

Il pil vira in negativo L’economia di Eurolandia è in rosso. Secondo le stime di Eurostat sul secondo trimestre del 2008, che confermano i dati pubblicati il 14 agosto e il 3 settembre, il pil della zona euro ha ceduto lo 0,2% e quello dei Ventisette è rimasto invariato (invece di calare dello 0,1% come indicato nelle stime precedenti) rispetto al trimestre precedente. Nel primo trimestre, i tassi di crescita erano stati dello 0,7% nella zona euro e dello 0,6% nei Ventisette. Rispetto al secondo trimestre del 2007 il pil, al netto dei fattori stagionali, è cresciuto dell’1,4% nella zona euro e dell’1,7% nei Ventisette (contro l’1,6% simato in precedenza). In Italia il pil è sceso dello 0,3% rispetto al trimestre precedente ed ha avuto una crescita piatta rispetto allo stesso periodo del 2007. In Francia il pil è sceso dello 0,3% rispetto al trimestre passato, ma è aumentato dell’1,1% su anno. Nel secondo trimestre del 2008, i consumi delle famiglie sono scesi dello 0,2% nella zona euro e dello 0,1% nei Ventisette. Gli investimenti sono scesi dell’1% sia nella zona euro che nei Ventisette. Le esportazioni sono scese dello 0,2% in Eurolandia e dello 0,3% nei Ventisette e e le importazioni hanno ceduto lo 0,5% in entrambe le zone. Negli Stati Uniti, il pil è aumentato dello 0,7% durante il secondo trimestre del 2008, dopo un +0,2% nel primo trimestre. In Giappone il prodotto interno lordo è sceso dello 0,7% nel secondo trimestre, dopo un +0,7% nel primo. Su base annua, il pil americano è salito del 2,1%, contro il 2,5% del trimestre precedente, e dello 0,8% in Giappone, contro l’1,2% del trimestre precedente.

Allarme inflazione L’inflazione attesa nei prossimi 12 mesi "è pari al 3,7%, in aumento rispetto al 3,5% registrato lo scorso giugno" e "ad influenzare negativamente le prospettive delle imprese sono soprattutto la dinamica attesa del costo delle materie prime, del costo del lavoro e delle condizioni di accesso al credito". A rilevare il pessimismo delle aziende italiane per i prossimi mesi, è l'Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita contenuta nei supplementi del Bollettino Statistico della Banca d’Italia.

I timori degli investitori Dall’indagine, condotta da via Nazionale su un campione di 480 aziende con almeno 50 addetti, i giudizi sulla situazione economica generale "rimangono prevalentemente negativi": ben il 56,1% ritiene infatti che il quadro "sia peggiorato rispetto a 3 mesi fa". Una quota di pessimisti che "è relativamente più elevata tra le imprese dei servizi e al Nord".

Fmi: Italia in recessione con Spagna, Irlanda e Gb L’Italia piomba in recessione e ci resterà anche per il 2009 con un calo del pil dello 0,2% accomunata, in questa marcia all’indietro dell’economia del prossimo anno, con la Spagna (-0,2), la Gran Bretagna (-0,1%) e l’Irlanda (-0,6%). È il verdetto del Fondo Monetario Internazionale che nel World Economic Outlook, presentato oggi a Washington, dipinge un quadro fosco per l’economia mondiale colpita dal "maggior shock dei mercati finanziari dagli anni ’30". Le previsioni per l’Italia degli economisti di Washington sono molto più pessimiste di quelle elaborate dal governo nell’ultimo aggiornamento del "documento di programmazione economico-finanziaria" che prevedeva per quest’anno una crescita dello 0,1% e per il prossimo addirittura un’accelerazione a quota 0,5% mentre sono più vicini con gli scenari previsionali recessivi elaborati recentemente da Confindustria. Il dato, oltretutto, mantiene il Belpaese nella scomoda posizione di fanalino di coda nella crescita tra i Paesi del G7, i cui ministri finanziari s’incontreranno venerdì a Washington proprio a margine degli incontri annuali Fmi.