Fmi: Italia, crescita zero Bankitalia minimizza

A fine anno l'incremento del pil non supererà lo 0,3%, dimezzata la stima precedente. Draghi: "C'è troppo pessimismo"

Washington - L’Italia rischia la crescita zero. Il Fondo monetario internazionale taglia drasticamente le prospettive di crescita economica italiane per il 2008: l’incremento del pil, spiega una fonte, non supererà lo 0,3% a fine anno.

Pil dimezzato Gli economisti del Fondo monetario internazionale hanno limato ulteriormente le proprie previsioni sulla crescita dell'Eurozona rispetto a quanto discusso nell’executive board di fine marzo, con l’effetto di portarla sotto l’1,3% e di ridurre la stima relativa al Pil italiano nel 2008 attorno allo 0,3%. Il dato, che sarà ufficializzato nel World economic outlook atteso per mercoledì prossimo in occasione dell’assemblea di primavera, è dell’1% inferiore alle stime di ottobre, ma è anche la metà rispetto allo 0,6% che lo stesso Fmi riteneva raggiungibile ancora all’inizio di marzo in un documento riservato.

Juncker nega l'analisi dell'Fmi Secca riduzione anche per la zona dell’euro. Il prodotto, rivela la stessa fonte, registrerà un aumento inferiore all’1,3%, a fronte dell’1,8% stimato a gennaio. Per il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker l’economia dell'Eurozona ha mostrato di essere "notevolmente resistente" davanti alla crisi e, sebbene il tasso di crescita per il 2008 sarà al di sotto delle stime precedenti, sarà "superiore all’1,3% previsto dal Fmi". Ripetendo più volte che l'Europa "non corre alcun rischio di recessione", Juncker fa sapere di "non condividere il pessimismo" avanzato dal Fondo sull'Italia.

Recessione globale La revisione al ribasso resta comunque generalizzata sulla scia delle perduranti tensioni dovute alla crisi finanziaria in corso e alle sue ricadute per l’economia reale. Nei giorni scorsi sono, infatti, uscite indiscrezioni anche sulla crescita globale, che si fermerà al 3,7%, e su quella statunitense, che non dovrebbe andare oltre lo 0,5% a fine 2008 e allo 0,6% nel 2009. Uno studio preliminare al Rapporto economico globale afferma che c’è una possibilità su quattro di una recessione globale e definisce quella dei mutui subprime la peggior crisi finanziaria dai tempi della Grande depressione.

Prodi: taglio per tutti, la crisi è forte Da Bucarest, dove è in corso il vertice della Nato, il premier Romano Prodi ha espresso "preoccupazione", ma non allarme per il ribasso delle stime. "E' un taglio generale, l’Fmi lo ha fatto su tutti i Paesi", ha osservato il presidente del Consiglio. "La crisi - ha, quindi, aggiunto - è più forte di guanto si pensasse, speriamo non diventi recessione come alcuni temono".

Draghi: "Troppo pessimismo" Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ritiene che le stime del Fondo monetario internazionale siano "eccessivamente pessimiste". È quanto ha dichiarato a margine della riunione dell’Ecofin informale spiegando: "L’impressione generale - e questo vale per la Germania, la Francia e altre parti dell’Europa - è che il Fondo sia eccessivamente pessimista". A chi gli chiede se l’eccesso di pessimismo possa essere visto anche nelle previsioni di crescita per l’Italia, riviste allo 0,3% per il 2008, il governatore non ha voluto rispondere.