Il Fmi: "Italia, non sprecare il tesoretto fiscale"

Il Fondo monetario internazionale suggerisce di utilizzare il gettito
superiore al previsto per ridurre deficit e debito pubblico. Confermate le indiscrezioni sulla crescita economica 2007 (più 1,8%) e
sul miglioramento del rapporto tra disavanzo e Pil (al 2,2%)

Washington - «Le entrate fiscali superiori al previsto dovrebbero essere risparmiate, e noi siamo favorevoli a destinarle alla riduzione del deficit e del debito pubblico, ancora molto elevato». Nel giorno del nuovo boom di entrate tributarie registrato nel primo bimestre del 2007, il Fondo monetario internazionale raffredda gli entusiasmi di chi, in Italia, vuole destinare almeno parte dell’extra gettito alla riduzione delle tasse. Del resto, si legge nel World Economic Outlook reso noto ieri nella capitale americana, il miglioramento dei conti italiani dipende per la gran parte dal forte incremento delle entrate, e non da tagli alla spesa pubblica. Ed è dunque legato al favorevole ciclo economico che, partito nel 2006, continuerà anche nell'anno in corso.

La crescita del Pil è stimata nell’1,8% quest'anno e nell’1,7% nel 2008. Una previsione migliore rispetto all’1,5% ipotizzato dal Fondo nello scorso febbraio, ma ancora sotto la media di Eurolandia. Il rapporto deficit-Pil scenderà al 2,2% per risalire al 2,4% nel 2008. Risultati che portano l’Italia sulla «strada giusta», ma che sono evidentemente legati alla forte tassazione piuttosto che al taglio della spesa pubblica.

«Abbiamo spesso sottolineato - spiega Tim Callen, responsabile della divisione ricerca economica del Fmi - che nel medio termine debba essere fatto molto di più: il debito pubblico è ancora alto, e aumentano le pressioni legate all’invecchiamento della popolazione. Il vero focus deve spostarsi sul lato della spesa, perché la pressione fiscale in Italia è elevata, e un aggiustamento sul fronte della spesa pubblica è ora necessario».

In tale prospettiva, l'organismo guidato da Rodrigo de Rato sottolinea l’importanza di tenere sotto controllo l'andamento dei salari. L’aumento concesso dal governo Prodi ai pubblici dipendenti (più 4,4%) appare eccessivo: «I salari pubblici vanno tenuti su livelli più moderati», aggiunge Callen. Per l'economia mondiale, il 2007 sarà ancora un anno favorevole.

La crescita globale, spiega il nuovo consigliere economico del Fmi, Simon Johnson, è stimata nel 4,9% rispetto al 5,4% del 2006, con gli Usa in rallentamento al 2,2%, Eurolandia e Giappone al 2,3%, i Paesi emergenti ancora in forte sviluppo trainati dalla Cina (più 10%) e dall’India. L’America latina e l'Est Europa dovrebbero decelerare leggermente, e le previsioni per il Medio Oriente permangono favorevoli. Un quadro equilibrato, che vede il sorpasso della vecchia Europa e del Giappone sugli Stati Uniti, e che piace molto al Fondo monetario.

Nel breve termine, invece, il Fondo è certo di un nuovo aumento dei tassi da parte della Bce: un quarto di punto entro l'estate. Tassi al 4% non impediranno nell'area euro una crescita del 2,3% sia nel 2007 sia nel 2008: meno del 2,6% registrato nel 2006, ma pur sempre leggermente sopra il potenziale. Quanto agli Stati Uniti, «hanno ceduto le scarpe ad altri» nel trainare l’economia globale. Ma i dati - occupazione, redditi, profitti societari - suggeriscono che già nel 2008 la crescita economica americana ritorni in vista di un più tradizionale e confortevole 3 per cento.