Fmi: "L'economia italiana è ferma"

L'istituto di Washington conferma l'allarme lanciato ieri dall'Ocse: la crescita del pil del Bel Paese
non andrà oltre lo 0,3%, contro lo 0,6%
fissato nelle ultime stime ufficiali del Governo. <strong><a href="/a.pic1?ID=253580">Bankitalia: cresce il debito pubblico</a></strong>

Washington - L’economia italiana è ferma. I dati del "World economic outlook" del Fondo monetario internazionale non lasciano spazio a dubbi: la crescita del pil del Bel Paese non andrà oltre lo 0,3% nel 2008 e nel 2009, contro lo 0,6% fissato nelle ultime stime ufficiali del Governo. Un taglio rispettivamente dello 0,5% e dello 0,7% rispetto a quanto l’istituto di Washington prevedeva a gennaio e che vale al nostro Paese la maglia nera in Europa, dove la media di Eurolandia è prevista attestarsi all’1,4% quest’anno e all’1,2% il prossimo.

La crisi generalizzata La crisi dei mutui subprime morde ovunque. Secondo i tecnici dell’Fmi, il prevedibile raffreddamento dell’inflazione legato al rallentamento economico puo aprire alla Bce lo spazio per un taglio dei tassi. Meglio dell’Italia faranno tutte le grandi economie del vecchio continente: dalla Germania, che può sperare in un aumento del prodotto pari all’1,4% nel 2008 e all’1% nel 2009, alla Francia, che il Fondo stima in crescita rispettivamente dell’1,4% e dell’1,2% nei due anni. Anche la Spagna dovrebbe spuntare un rialzo dell'1,8% quest’anno e dell'1,7% il prossimo. E fuori dell’area dell’euro correrà di più la Gran Bretagna destinata a crescere dell’1,6% in entrambi gli anni di riferimento.

Bene i conti pubblici Già lo aveva anticipato in mattinata l'istituto di via Naziale, il Fondo lo conferma: il rapporto tra deficit e pil si attesterà al 2,5% sia nel 2008 che nel 2009, in linea con le stime dell’esecutivo e ben al di sotto del tetto del 3%. Il rapporto tra debito e Pil dovrebbe ridursi ulteriormente quest’anno, attestandosi al 103,6%, per poi ritornare al 104%, ma a politiche invariate, nel 2009. Lo stesso Fondo riconosce i miglioramenti messi a segno dal nostro Paese sotto questo profilo ponendolo, al pari della Germania, alla "guida dello sforzo" di risanamento dei conti registrato in Europa nel corso del 2007, con un aggiustamento del deficit strutturale di oltre un punto del pil. "Speriamo che il nuovo governo continui a fare progressi nella strada del consolidamento dei conti pubblici, dopo i buoni risultati dello scorso anno - ha detto Charles Collins, vicecapo economista dell'Fmi - l’Italia deve anche continuare a portare avanti le riforme di ristrutturazione per migliorare il livello di competitività del paese".

I rischi a livello europeo Una stretta al credito più forte del previsto, un ulteriore apprezzamento dell’euro, una recessione negli Stati Uniti più dura di quanto stimato, un nuovo surriscaldamento del prezzo del petrolio. I tecdnici di Washington snocciolano - uno dopo l'altro - tutti i rischi che potrebbero andare a colpire Eurolandia. Fonte di forte preoccupazione resta asnche l’andamento dell’inflazione che, tuttavia, dovrebbe rallentare nel corso del 2009 scendendo all’1,9% dal 2,8% del 2008 come riflesso del rallentamento della crescita. Ciò, si legge nel Rapporto, potrebbe "consentire" alla Bce "un qualche allentamento della sua politica". Il miglioramento dei bilanci pubblici registrato nel corso del 2007 ha inoltre "creato un pò di spazio per politiche economiche anticicliche". Tuttavia, conclude il Fondo, "i paesi che hanno un deficit vicino al tetto del 3% (come Francia, Italia e Grecia, ndr) dovrebbero bilanciare almeno in parte i loro stabilizzatori automatici, eccetto che nel caso di recessione".

Usa verso la recessione La crisi finanziaria che ha investito gli Stati Uniti è peggiore del previsto tanto che l’economia a stelle e strisce è destinata a "scivolare in una modesta recessione nel 2008". Il Rapporto non esita ad affermare che il focolaio accesosi sul mercato dei mutui subprime la scorsa estate si è ormai "trasformato nel peggiore choc finanziario dai tempi della Grande depressione". Il contagio, afferma il Fondo, "si è diffuso velocemente e in modo imprevedibile, infliggendo danni estesi a mercati e istituzioni al cuore del sistema finanziario". Da ciò deriva un secco taglio alle prospettive di crescita mondiale. Il pil globale, stima l’Fmi, aumenterà del 3,7% quest’anno e del 3,8% il prossimo, rispettivamente lo 0,7% e lo 0,8% in meno rispetto a quanto previsto nel gennaio scorso. Tuttavia, avvertono ancora i tecnici di Washington, "c’è una possibilità del 25% che la crescita globale scenda al 3% o meno nel 2008 e nel 2009, il che equivarrebbe a una recessione mondiale".