Il Fmi: nel 2007 l’America non rischia la recessione

da Milano

Frenerà? E quanto? Scivolerà in recessione, come ha previsto l’ex numero uno della Fed, Alan Greenspan? Lo stato di salute dell’economia Usa tiene banco da tempo, con un crescendo di preoccupazione alimentato dalla crisi del settore immobiliare e, in particolare, del comparto dei mutui «subprime».
Timori che non si dissolveranno neppure dopo la notizia diffusa ieri su un’espansione del Pil 2006 superiore al previsto, un più 3,3% (contro il 3,2% dell’anno prima) ottenuto grazie alla revisione al rialzo del quarto trimestre (dal 2,2% della seconda stima al definitivo 2,5%). È vero: nella parte finale dell’anno si sono mitigate le spinte dell’inflazione (all’1,8%), ma le recenti parole del presidente della Banca centrale Usa, Ben Bernanke, sulla dinamica ancora fuori controllo dei prezzi tolgono ogni spessore al dato, rendendolo superato.
Il continuo surriscaldamento delle quotazioni del petrolio, salite ieri per l’ottava seduta consecutiva (Brent oltre quota 67 dollari ieri, Wti oltre la soglia dei 66) a causa del braccio di ferro tra Iran e Gran Bretagna, è poi un ulteriore elemento di instabilità. Non solo per l’inflazione, ma anche per la sostenibilità di una crescita resa più incerta non solo dalla precaria situazione del mercato del mattone, ma anche dalla decelerazione dei profitti societari e dal calo degli investimenti aziendali. Un fenomeno, quello del business spending, sottolineato nei giorni scorsi dallo stesso Bernanke come uno dei potenziali fattori di rischio per l’economia.
Bernanke non vuole comunque sentir parlare di recessione, trovando sponda nel direttore del Fondo monetario internazionale, Rodrigo Rato, secondo il quale nel 2007 l’America sarà protagonista di «un atterraggio morbido». «Vedremo meno crescita negli Usa di quanto previsto in settembre», ha dichiarato Rato, ma l’impatto «del settore immobiliare è limitato, dato che occupazione e reddito familiare sono molto forti». Sulla base di alcune anticipazioni rese note da Reuters, il Fondo potrebbe ritoccare la proiezione di crescita per gli Stati Uniti 2007 dal 2,9 al 2,6 per cento.