Fo dà fuoco alle polveri: «Ferrante? Un questurino»

Il Nobel: « Non è un uomo politico o di cultura. Di viabilità so più di lui e quindi potrei anche vincere»

Sabrina Cottone

L’unico a dire di non crederci è Bruno Ferrante. «Fo in sorpasso? Ho altre informazioni e non mi risulta» se la cava l’ex prefetto. Ma persino Clemente Mastella prende in considerazione l’ipotesi di dover scendere a patti con il candidato sindaco dell’Unione, Dario Fo: «Se vincesse le primarie, decideremmo se sostenerlo o no sulla base di ciò che proporrà». Mancano due settimane al voto del 29 gennaio, i sondaggi incalzano e lo scaltro segretario dell’Udeur, a Milano al convegno del suo partito, non si sente di escludere nulla.
Dario Fo, pronto per la grande festa di sabato, sempre più convinto che la sua vittoria non sia solo un’ipotesi di scuola, se la ride e si confessa in un’intervista al quotidiano svizzero La Regione Ticino: «La sinistra è preoccupata. In una battaglia come questa potrei vincere io». Poi torna all’attacco del suo avversario: «Ferrante è forse un politico di carriera? In realtà, come diciamo noi nel gergo, è un questurino». Cioè un poliziotto nella sua accezione più spregiativa, «nel gergo» della sinistra barricadera praticamente un insulto. «Pur di alto grado e cioè prefetto, però la sostanza è quella» argomenta il premio Nobel, che non si ferma qui: «Avrei difficoltà a sostenere che Ferrante è un uomo politico, del resto non è nemmeno un uomo di cultura». Il portavoce di Ferrante replica: «Fo confonde tra questura e prefettura. Ferrante non ha mai preso in mano una pistola, non sa neanche sparare».
Insomma, Fo pensa di avere i titoli e le carte in regola per superare Ferrante alle primarie e gli altri cominciano a sospettare che possa essere vero. Nando Dalla Chiesa, coordinatore provinciale della Margheritra e supporter della prima ora dell’ex prefetto, si prepara per l’eventualità Fo: «Se vincerà le primarie lo appoggeremo. Non siamo mica dei bari. Ci mancherebbe che uno si sfili se non vince il candidato che lo sostiene». Va oltre Riccardo Sarfatti, coordinatore dell’Unione in consiglio regionale: «Fo ha chance di vincere e di essere il candidato, perché le primarie sono una cosa seria». E anche se il sostegno va a Ferrante, «tutti i candidati sono in corsa e vincerà il migliore e si dovrà scegliere quello che ha più possibilità di battere il centrodestra». Un discorso simile a quello del segretario cittadino dei Ds, Pierfrancesco Majorino: «Se Fo vincesse, lo sosterremo».
Tutte stilettate per Ferrante, che ieri ha dovuto incassare anche «un sostegno con richiamo» di Mastella. Il segretario dell’Udeur si è rimesso alle decisioni locali del partito (che ha già scelto Ferrante) ma non ha rinunciato ad andare all’attacco: «Il centrosinistra milanese non è affidabile e con noi non ha mai mantenuto gli impegni che aveva preso. Ciò che è successo con Penati ci fa pensare e crea amarezza. A Ferrante faccio gli auguri ma non saremo alfieri dello scontismo, non appoggeremo senza corrispettivo». L’amarezza di Mastella è presto spiegata: il presidente della Provincia, raccontano gli uomini dell’Udeur, aveva promesso un assessore che invece non è mai arrivato. Ferrante a questo punto non può che barcamenarsi: «La lealtà è un valore prioritario. Per il futuro non ci saranno problemi di questo tipo». Cioè promette l’assessore all’Udeur? L’ex prefetto si sfila: «È prematuro, parleremo di squadra dopo le primarie».