Foà e Concato, l’inedita coppia del musical sociale

Giovanni Antonucci

Il musical continua ad avere un successo sempre maggiore sui nostri palcoscenici. Inoltre si moltiplicano i musical originali, scritti da autori che hanno il coraggio di affrontare problemi scottanti della nostra società. È il caso di Patrizia, presentato in anteprima al Teatro Sistina di Roma e poi in tournée, che vede la collaborazione di Arnoldo Foà per il libretto e di Fabio Concato per le musiche. Foà, che tutti conoscono come attore è da anni anche autore, mentre Concato è uno dei nostri più sensibili cantautori. Dal loro incontro è nato questo musical, che ha il merito di coinvolgere non solo emotivamente il pubblico nel tema drammatico e irrisolto della droga fra i giovani. Patrizia è una giovane tossicodipendente che si innamora di Giovanni, un bravo ragazzo deciso a salvarla, ma Ugo, il capo degli spacciatori, riesce a distruggere il loro progetto. Patrizia, allora, si uccide. Se il libretto di Foà è talvolta schematico e prevedibile, le musiche di Fabio Concato (ma anche le intense canzoni di Roberto Procaccini) sono di grande qualità e di raffinata strumentazione. Lo spettacolo, diretto con perizia e partecipazione da Roberto Innocente e impreziosito dalle belle coreografie di Gabriella Furlan Malvezzi, ha una freschezza e una sincerità non comuni, grazie anche alla bella prova di tutti gli interpreti. Nadia Stanic è una Patrizia ideale, che sa cantare, recitare e ballare. Marco De Meo impersona Ugo con una gestualità intensa e una recitazione mai convenzionale. Alberto Nagy è un Giovanni di forte presenza e di bella vocalità, anche se come attore ha qualche problema di dizione. La scenografia di Roberto Rebaudengo e i costumi di Antonia Munaretti colgono bene il mondo oscuro dei giovani drogati.

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