«Fo? Se non mi picchiano andrò a votare per lui»

L’attore: «Se l’è presa perché ho criticato il suo governo»

«Andrò alle primarie del centrosinistra e voterò per Dario Fo. Ma forse dovrò farmi accompagnare da qualche ghisa o da angeli custodi in divisa per evitare che i centri sociali o i suoi amici mi aggrediscano». Continua, sospesa tra il serio e l’ironico, la campagna elettorale del sindaco Gabriele Albertini a favore del premio Nobel che aspira a succedergli a Palazzo Marino. «Io - aggiunge - sono sempre stato favorevole alla sua candidatura anche se so che lui non mi vuole. Io sono un modesto amministratore di condominio, ma almeno una cosa la voglio dire: votate per Dario Fo, è il vero personaggio che la sinistra vuole, che si identifica con il suo spirito ideologico ma anche per il grande consenso popolare che può ottenere». Tra il dire e il fare c’è di mezzo solo qualche verifica. «Poiché sono solito rispettare le parole date, anche quelle non scritte, se si tratta di dare un euro posso permettermelo, ma se si tratta di impegnarsi a votare per il centrosinistra mi creerebbe un problema». E potrebbe non essere l’unico. «Bisogna poi vedere perché Fo, sempre con il suo stile molto democratico ha autorizzato a prendermi a calci nel sedere». Immediata la replica dell’interessato. «Lo accompagnerò io al seggio, così ogni tanto gli tirerò un calcetto - gli risponde Fo da par suo -. È chiaro che i calci erano allegorici. Lui l’ha presa male perché io ho fatto un discorso su come è stata amministrata la città in questi anni. Non se l’è presa per i calci, ma per tutto ciò che io ho detto prima: la gestione dell’Atm, l’acquisto dei bond Cirio con una perdita di 20 milioni di euro. Un amministratore così non lo prendi a calci? Allegorici, ovviamente». Pallino ad Albertini. «Fo - stuzzica - non deve limitarsi a presentarsi alle primarie. Una personalità del suo livello, un premio Nobel, un uomo che rimane scritto nella storia e non nella modesta cronaca come noi poveri cittadini deve fare una sua lista». E consiglia anche il nome «Fo per Ferrante». «Poi comunque i voti sarebbero convogliati nel vero vincitore, ma potrebbe pesare nell’ambito del centrosinistra quanto conti la sinistra estrema, ma coerente e fedele ai propri ideali».
Albertini poi passa al capitolo Moratti («Sono disponibile a collaborare nei limiti in cui fosse ritenuto utile. Del resto il primo a fare il suo nome come candidato sindaco della Cdl sono stato proprio io») e a quello della vendita della Sea, l’azienda che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa: «La privatizzazione significa la realizzazione o meno della quarta linea della metropolitana. Quindi è qualcosa di molto rilevante e non è un capriccio privatizzatore del sindaco perché è appartenente alla categoria degli imprenditori privati». E ricorda che per i nuovi cantieri del metrò «240 milioni di euro sono già stati stanziati dal Cipe, 198,7 sono dei privati, mancano 350 che possono venire dalla vendita». «Questa privatizzazione è stata decisa da chi governa la città e rappresenta l’85 per cento del capitale azionario. Quindi sono convinto che i consiglieri d’amministrazione, il presidente e l’amministratore delegato che sono stati nominati dal sindaco, saranno rispettosi del mandato che hanno ricevuto».