Una focaccia da 150 metri per far «vedere» i bimbi

Centocinquanta metri per 60 centimetri, 400 chili di farina, 250 di olio extravergine di oliva, 8 di sale e 12 di lievito. Il focaccione più lungo del mondo, roba che farà entrare i panificatori genovesi nel libro dei guinness dei primati, verrà cotto oggi per i bimbi non vedenti dell'istituto David Chiossone nell’ambito dei festeggiament per l'inaugurazione della nuova struttura in corso Italia. L'appuntamento è dalle 11,30 quando i fornai, all'opera già dalla notte, cominceranno a distribuire la prelibatezza.
Ieri il presidente del Chiossone, Claudio Cassinelli, e il presidente della giunta regionale, Claudio Burlando, hanno presentato alla città il nuovo centro per i bimbi e i ragazzi da zero a diciotto anni donato dal benefattore Virgilio Cipollina all'istituto genovese. Una bellissima villa in stile coppedé di oltre cinquecento metri quadrati trasformata in un anno di lavori in uno dei centri per la riabilitazione visiva più all'avanguardia in Italia, ma che ha mantenuto la linea architettonica originale. Vi lavoreranno, da settembre, una ventina di operatori coadiuvati dallo staff del comitato scientifico composto da una decina di oculisti e da altrettanti ingegneri e professionisti che in futuro studieranno e svilupperanno il nuovissimo metodo della «vista artificiale». Un progetto che, grazie anche all'interessamento del professore Giovanni Calabria, primario al San Martino, arriverà anche a villa Chiossone grazie al collegamento con almeno uno dei 16 centri di eccellenza nel mondo all'avanguardia nel proporre le nuove terapie e soluzioni per non vedenti.
Insomma, più che il focaccione, il vero guinness da primati è il centro per i bimbi in corso Italia, realizzato a tempo da record e con fondi che hanno visto la solidarietà di molti privati cittadini, ma soprattutto di aziende come Datasiel, compagnia di san Paolo, Carige, e della regione Liguria. «Fondamentale è stato il lascito di Virgilio Cipollina - spiega il presidente Cassinelli - ma anche il contributo delle aziende e la campagna di fondi, cui hanno aderito migliaia di cittadini genovesi, intitolata: aiutateci a vederlo realizzato».

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