Foggia, duplice omicidio di mafia: nell'agguato usati mitra e fucili

Le vittime sono Franco Romito e Giuseppe Trotta. Erano a bordo di un'automobile a Manfredonia quando sono stati raggiunti dai killer

Manfredonia - Un vero e proprio agguato è finito in tragedia: due uomini sono stati uccisi a Siponto, località balneare a due chilometri da Manfredonia. Le vittime - Franco Romito, pregiudicato di 43 anni, e Giuseppe Trotta (64 anni) suo amico - erano a bordo di un'automobile quando sono stati raggiunti da una o più persone. Usciti dall'auto hanno cercato di scappare a piedi ma i killer hanno sparato contro di loro numerosi colpi di mitraglietta. Sul luogo del delitto sono stati trovati una quindicina di bossoli di mitragliatrice (gli investigatori stanno verificando se si possa trattare di bossoli di kalashnikov) e cinque o sei bossoli di fucile a pallettoni. 

Uccisi a colpi di mitra Si presume che per uccidere i due uomini sia stata utilizzata una mitraglietta. Le vittime erano in un’auto, in una stradina periferica di Siponto. Quando Romito e Trotta si sono accorti di essere in pericolo, infatti, avrebbero aperto gli sportelli dell’auto e sarebbero usciti dalla vettura, nel tentativo di fuggire a piedi. I due sono stati raggiunti da numerosi colpi di arma da fuoco. Sul luogo dell’agguato si stanno recando il medico legale e il pm

Al vertice della mafia garganica Romito era ritenuto dagli investigatori al vertice della mafia garganica. L’uomo era legato alla famiglia Libergolis che per oltre 30 anni è stata in guerra in una faida con la famiglia dei Primosa-Alfieri che ha causato più di 35 morti e alcune ’lupare bianchè. Dai Libergolis Franco Romito si era poi allontanato. Lo scorso anno era stato scarcerato dopo aver scontato una condanna di quattro anni per armi. Venne ascoltato - sempre nel 2008 - come teste nel processo "Quasimodo" a 19 imputati apricenesi e del Gargano accusati a vario titolo di duplice omicidio, occultamento di cadaveri, mafia, traffici di droga, estorsioni, armi e furto. In quella occasione Romito testimoniò contro i Libergolis.

L'autista Giuseppe Trotta, l’altra vittima dell’agguato, secondo quanto accertato dagli investigatori, era l’autista di Romito. I due uomini stavano viaggiando a bordo di una Chrysler Voyager guidata da Trotta. Si trovavano in viale degli Eucalipti e stavano andando verso il maneggio e la pista dei go-kart di proprietà di Romito.